Electracity

Poteva succedere qualsiasi cosa, in quell'istante. Davvero ci sono momenti in cui l'onnipresente e logica rete delle sequenze causali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, e scende in platea, mescolandosi tra il pubblico, per lasciare che sul palco, sotto le luci di una libertà  vertiginosa e improvvisa, una mano invisibile peschi nell'infinito grembo del possibile e tra milioni di cose, una sola ne lasci accadere.

Fado triste

E' giunto il momento, domattina parto.
Salutare Lisbona è stato piacevole, in questi 2 giorni ho visitato i posti che ho adorato di più, Parco Das Naçoes, Estrela, Belem e Alfama.
Salutare il mio Erasmus è stato difficile, perchè si ritorna alla vecchia vita, ma se ne comincia anche una nuova...
Salutare le bimbe rimaste è stato impossibile, troppo fulmineo, ci sarebbero volute ore e ore di abbracci interminabili e tante frasi per spiegare quello che hanno significato per me. Allora come sempre lo faccio da qua, un ultimo abbraccio a chi rimane, anche se per poche ore.
Ciao Cimpe, il ragazzo bambino, a volte incomprensibile, sempre sorridente e dalla gioia coinvolgente.
Ciao Federico, non ci siamo salutati, ma ci rivedremo, per raccontarci le nostre malinconie come se chiaccherassimo ancora insieme nel ritorno notturno.
Ciao Paola, ragazza spontanea come non mai, dolce, forte, gioiosa e simpatica insieme. Sai sempre essere te stessa, in ogni occasione. Spero di rivederti perchè in questi ultimi giorni mi hai fatto ridere come non mai. E grazie ancora per la treccina.
Ciao Francesca. Condividiamo l'età ma non solo, la forza che hai dentro non lasciarla mai abbattere da nessuno perchè è speciale. Avrei passato ancora tante ore a chiaccherare con te, ci risentiremo dall'Italia, quando dovremo raccontarci amicizie sbagliate. Ti voglio bene, sei stata un'altra luce nell'universo femminile dalle mie brutte esperienze rabbuiato.
Ciao Sabri. La voce del nostro Erasmus, la carica infinita, il sorriso perenne, la capacità di fare ridere con una smorfia, tante e troppe cose che non riesco qua ad esplicare. Mi mancherai immensamente, a ravvivare serate partite in sordina, a illuminare una chiaccherata. Ti voglio bene, piccola. Ma ci rivedremo presto.

Un addio anche a chi ho dimenticato, non volendo, ma sono le ultime ore a Lisbona e ancora non mi sto rendendo conto. Il ritorno sarà lento, ma non per questo meno indolore. Forse sarà ad Oriente, partendo con il treno per Porto, forse sarà a Porto, partendo con l'aereo e abbandonando il Portogallo, o più probabilmente sarà in Italia, di ritorno da questa magnifica avventura, ma piangerò come non mai. Ma non importa, perchè tutto questo che ho dentro  e che mi hanno lasciato questi 6 mesi sarà per sempre nel mio cuore, senza fine.

Strani giorni, viviamo strani giorni



Ultimi giorni a Lisbona, il mondo mi sta girando intorno vorticosamente, mi sembra di vivere in un limbo, ho voglia di non dormire per vivere fino in fondo ogni attimo. Stamani sono stata all' Ufficio Relazioni Internazionali del Instituto Superior Tecnico a comunicare la mia partenza: "Eu vou embora na terça feira" e loro mi hanno detto, ok, neanche un foglietto che in qualche modo attesti che sono stata qua...solo dopo la mia laurea avrò il certificato. Più tardi saluterò i miei compagni dottorandi a pranzo, ultimo almoço nell'orribile cantina dell'Università. Ieri ho salutato invece il professore, con un tiramisù preparato da me che ha lasciato tutti entusiasti: divertente preparare il cibo per i portoghesi, tanto non si accorgono della differenza tra un tiramisù buono e uno preparato solo un'ora prima. Ma mi ero svegliata alle 3, con un mal di testa bestiale, postumo di una festa sulla spiaggia letteralmente INDIMENTICABILE. Guardare il tramonto a Carcavelos e scoprire che alle 8 è deserta proprio come quel giorno di esattamente 6 mesi fa, quando vidi per la prima volta l'oceano proprio da quella spiaggia. Sembra che il cerchio si chiuda, si ritorna sempre all'inizio, un rituale che mi fa tremare.
E infine oggi ho salutato il Giangi, una persona speciale, che sarà impossibile dimenticare. Il ragazzo delle feste, quello con la chitarra sempre in mano, a cantare fadi improvvisati o a intonare la sua canzone, Homen do Leme...quando la sentirò penserò sempre a lui. Oggi in aeroporto sembrava un bambino, eccitato come non mai, non capiva nulla, all'imbarco lo hanno perfino fermato! Ma non ci sono parole per descriverlo, il Giangi è il Giangi, forse un po' simbolo di questo Erasmus.

A presto, Homen do Leme, e atè jà. Fica sempre assim...

Andrea

Andrea s'è perso s'è perso e non sa tornare
Andrea s'è perso s'è perso e non sarà tornare
Andrea aveva un amore Riccioli neri
Andrea aveva un dolore Riccioli neri....

E Andrea l'ha perso ha perso l'amore la perla più rara
E Andrea ha in bocca un dolore la perla più scura.

Andrea raccoglieva violette ai bordi del pozzo
Andrea gettava Riccioli neri nel cerchio del pozzo
Il secchio gli disse - Signore il pozzo è profondo
più fondo del fondo degli occhi della Notte del Pianto.

Lui disse - Mi basta mi basta che sia più profondo di me.
Lui disse - Mi basta mi basta che sia più profondo di me.


E un altro pezzo di questo Erasmus se n'è andato. Il mio compagno di viaggi, il mio amico, il mio quasi fratellino, il mio coinquilino, la persona che mi accolto in casa quando ero in crisi e non sapevo dove andare ad abitare, il ragazzo con cui rientrare la sera a casa con l'autobus notturno oppure a piedi, quando Lisbona di notte fa un po' paura. Quello delle chiacchere davanti a un panino notturno, quello con cui andare alla fabbrica qua vicino a mangiare il pao com chouriço, quello da sentire ridere dal salotto mentre guarda i Simpson, quello con cui condividere un piatto di pasta. L'amico da consolare, ma senza parole, solo con una fetta di torta, quello con cui uscire e fare le 5 notte, quello con cui stare in casa a guardare un film, quello con cui ubriacarsi, quello con cui condividere l'amnesia di una serata, quello da prendere in giro per una conquista, quello da abbracciare su un ponte di Coimbra, quello da sgridare quando non lava i piatti. Quello con cui andare al mare, quello da cui prendere la musica, quello con cui parlare di politica, quello con cui cantare "Bella ciao", quello con cui andare a cena fuori, quello con cui chiaccherare via messenger da una stanza all'altra della casa, quello per cui cucinare. Il ragazzo più pigro del mondo, ma anche uno dei più dolci, quello lunatico che sbatte le porte, quello che ti prepara il caffè, quello che non usa il passato remoto, quello con cui lavarsi i denti prima di andare a dormire.
Quello che stamani è partito.
Quello che mi mancherà di più.

Il grillo parlante



Nazaré
 una piccola cittadina portoghese che mi piacerebbe molto vedere,
ma che facilmente non farò in tempo a vistare,
ritratta da un fotografo eccezionale che ho trovato per caso su internet,
Pedro Libório


Ho ancora un po' di febbre, naso tappato, senso di straniamento...
Ma sono in facoltà per quel dannato senso di responsabilità che purtroppo non mi ha mai abbandonato da quando sono qua. Sono in facoltà a sopportare ancora una volta questa maledetta aria condizionata a cui nessuno vuole rinunciare. Perchè nessuno ha un minimo di senso di adattamento per capire che è estate e non si può pensare di avere la temperatura dell'anno costante e che 10 gradi di escursione termica tra interno e esterno fanno saltare i polmoni della gente e che se l'umanità insiste nel non abituarsi ai cambiamenti climatici si estinguerà e che continuando a sprecare risorse con questi artifici la temperatura non farà che aumentare. Ma sembra che a questo ci pensi solo io e quelli di Caterpillar...
Comunque la tesi prosegue come sempre a passo di caracois, con 2 ore necessarie a spiegare al relatore italiano quello che non riesco a fare, altre 2 in attesa di risposta e un giorno intero necessario al mio computer per arrivare alla soluzione del mio modello.
Tutto questo mi scoraggia ancora di più quando penso che mi rimangono ormai due settimane, due settimane!, prima di lasciare questo paese, ed io vorrei occuparle a girare, a farmi coinvolgere, ad assaporare ancora così tante cose del Portogallo... ma non posso, ancora una volta il grillo parlante dentro di me mi spinge a restare qui.
Almeno si fosse ammalato lui..

Gabry



La festa è andata bene ma è finita alle 5e30 senza di me...mi sono infilata a letto, al caldo, cercando di tarpare le ali a una febbretta nascente. Colpa della solita aria condizionata in ufficio, claro.
Comunque oggi avevo un appuntamento a cui non potevo mancare, un volo, un addio.
Sì, ancora l'aeroporto, ancora il Portela, ancora l'autobus 22 che parte da qua dietro  e arriva alle partenze...ancora un'amica di cui sarà veramente difficile fare a meno.
E alla fine è partita anche lei, la nostra pequenina dalla voce potente. Almeno spero sia partita, perchè il volo l'ha quasi perso a causa di quei 39kg di bagagli da imbarcare sull'aereo.
Ci mancherà questa ragazza del foggiano, una persona speciale, diversa da tutte le altre, incatalogabile. E' arrivata qua senza conoscere nè inglese nè portoghese, ha pianto per due giorni presa dal panico per poi ricordarsi di chiamare la nostra Ilaria che l'ha aiutata a trovare casa. L'ho conosciuta così Gabriella, e all'inizio è stato un po' difficile capirla. Lei così forte e dolce insieme, dalla voce spaccatimpani ma dagli abbracci così teneri. Lei, capace di partire per l'Italia per starci 24 ore, per amore, ma poi abbastanza forte da capire che non era il momento. Lei dalla schiettezza proverbiale, ma che nella piazza di Rossio ha scritto parole che son poesia.
Ci rivedremo amica mia, ne sono certa. E urleremo insieme contro il cielo, senza pietà.

Hà festa


Altra festa in casa Estefania. Stavolta per salutare due persone, di cui parlerò in seguito.
Troppo presto per questi dolorosi addii.
Volenti o nolenti, la nostra è la casa delle feste.
Feste volute, organizzate e risultate indimenticabili.
Feste trasferite da altri luoghi dove la musica era già finita perchè i vicini si erano lamentati.
Feste di addio di altri, fatte qua perchè,  non si sa ancora il motivo, ma la polizia non arriva mai.
Forse perchè i nostri vicini sono loschi negozi di compavendita di oro, amichevoli ragazzi portoghesi, signore anziane e sorde, o, infine, morte.

Ancora un'altra partenza

Ora ne sono certa. Odio l'aeroporto di Lisbona. Non ne posso già più di accompagnare gli amici che se ne vanno; e pensare che sarò una delle ultime a partire. Non ne posso più di vedere la mia dolce Gabriella che piange, non ne posso più di sentire un pezzetto di Erasmus che se ne va dal mio cuore. Mi è venuta voglia di andarmene anche a me.
Se non fosse che mi sento come se non ci fosse nessuno, a parte il mio bimbo, ad aspettarmi a casa, se non fosse che so già che alcuni discorsi e una diffusa pigrizia latente in Viareggio ora come ora mi farebbe esplodere.
Ho voglia di spaccare il mondo, di girare fuori e dentro la mia città, di non accontentarmi mai, di prendere iniziative, di trovarmi in un gruppo di amici senza pretese, solo con la voglia di stare assieme e chiaccherare. Ho voglia di uscire vestita come mi va e non come è supposto che sia, ho voglia di abbracciare le persone a cui voglio bene, ho voglia di lasciarmi andare, di parlare altre lingue, di organizzare, ma in modo semplice, del tipo: "Si va?" e sentirmi ripondere: "Ok, si va".
Ho voglia di andarmene pur restando per sempre.

Ciao Nino! Buon viaggio. Sei stata la partenza più facile, non perchè non mi mancherai, ma perchè sono certa che ti rivedrò. E se quando torni a Pisa non mi chiami ti vengo a scrivere "forza Catania" sulla porta di casa. Ti ho conosciuto tardi, me ne dispiace perchè ho sentito che sarebbe stato divertente uscire di più insieme. Sappi che ti invidierò per tutta l'estate, quando saprò che te ne stai sulla tua barca a vela in quel bellissimo posto che deve essere Castellamare del golfo. Atè logo...e atè o fim!

E un grosso saluto anche a Alessandro e Claudio, i nostri Erasmus adottivi. A presto anche a voi! E grazie a le vostre mani per la splendida musica che ci avete regalato.

Mai più

Se quando l'Erasmus finirà io non mi sentirò più Erasmus.
Se quando tornerò a Viareggio mi sentirò stretta nella mia città come se importasse davvero la sua grandezza.
Se quando mi ritroverò nei soliti locali avrò il coraggio di lamentarmi senza aver proposto concretamente altro.
Se quando uscirò con persone senza iniziativa non ne cercherò di nuove.
Se quando avrò voglia di stare da sola non me ne starò comunque sola.
Se guando sentirò la voglia di imparare qualcosa non mi metterò alla ricerca di un corso.
Se non cercherò almeno un poco di portare questa atmosfera nei cuori di chi mi sarà vicino.
Se cambierò un'altra volta.
Se mi accontenterò.
Ditemelo.
E, per favore, picchiatemi forte.

[Immaginate questo post con il suono di una chitarra, una tromba, un tamburo e delle maracas. Se non avete tutto questo potete usare una chitarra comprata alla Feira da ladra, un kazoo, uno sgabello e due ovetti pieni di sabbia.]

Ilaria



Sono stata all'aeroporto ad accompagnare Ilaria, la mia Ilaria, che parte..
Ieri sera abbiamo fatto la festa per la sua despedida qua, c'era un sacco di gente, da questo si vede quanto una persona è amata...
La serata è finita alle 6 a vedere un cartone animato sul letto di Andrea e come era prevedibile ci siamo addormentati tutti e 6 lì, un ultimo abbraccio alla nostra amica.
Il mio Erasmus qua non sarà la stessa cosa senza di lei.
Ci siamo conosciute su internet, su un forum di Erasmus, per caso, partenza negli stessi giorni, ricerca di una compagna di viaggio in un momento così emozionante delle nostre vite. Poi ritrovate in ostello e nel corso di portoghese insieme, anche queste cose non prevedibili. Ovvio, non si può prevedere la fortuna. Sì perchè è stata una fortuna averla incontrata, una persona così solare, simpatica, allo stesso tempo forte soprattutto di fronte a delusioni che distruggerebbero chiunque. E allo stesso tempo tanto simile a me per esperienze e carattere. Come ci siamo già dette milioni di volte, abbiamo ritrovato incontrandoci la fiducia nelle amicizie femminili, proprio io che le ho sempre evitate, grazie a lei ho capito che non ero io quella sbagliata, ma lo erano le amicizie.
L'Erasmus è così, arriva annunciato in pompa magna, mesi prima sai già di partire, ti aspetti grandi cose ma non immagineresti mai la ricchezza di emozioni, di amicizie e di crescita interiore che ti porta. Sarà che alla fine in Erasmus ci si trova tra simili, persone con forse più intraprendenza della media, ma in questi giorni magici ho capito che sono stata fortunata ad incontrare certe persone sulla mia via che incrociando la mia vita l'hanno arricchita così tanto.
E allora buon viaggio, nostra piccola Ilaria, prometto solennemente che ci rivedremo presto perchè lotterò fino all'ultimo prima di farmi riavvolgere da quella spirale di accidia che regna nelle mie conoscenze in Italia e rischiare in qualche modo di perderti.
E lembrate...sempre juntas, atè o fim.

Preparativi di una festa

Tristeza



Tristeza, por favor vá embora

(Tristezza, per favore vai via)
Minha alma que chora
(La mia anima che piange)
Está vendo o meu fim
(Sta arrivando la mia fine)
Fez do meu coração a sua moradia
(Ha fatto del mio cuore la sua dimora)
Já é demais o meu penar
(Già è troppo il mio penare)
Quero voltar àquela vida de alegria
(Voglio tornare a quella allegria)
Quero de novo cantar
(Voglio di nuovo cantare)
La la la la
La la la la la la
Quero voltar àquela vida de alegria
(Voglio tornare a quella allegria)
Quero de novo cantar
(Voglio di nuovo cantare)

Lux

E finalmente al Lux, al famoso Lux, discoteca più famosa di Lisbona.
Qualcuno dice sia cara, ma per me che vengo dalla Versilia è praticamente gratis.
Al Lux non si va prima delle 3, motivo per il quale abbiamo rimandato tanto, devi essere preparato piscologicamente e fisicamente. Per una vecchietta come me poi, presuppone dormire prima di uscire, c'è una prima volta per tutto.
E allora usciamo dopo il pisolino, un salto al Bairro per prendere ben 3 magliette alla Janela d'Atalaia, 3 shots in corpo possono servire. E poi verso S. Apolonia: no, la Metro non ci arriva ancora, come cerchiamo di spiegare a tutti i turisti con le guide avanti nel tempo. Siamo in Portogallo, mica in Svizzera. Per fortuna aggiungo.
Ed eccoci al Lux, mitico Lux. A ballare fino all'alba, letteralmente, perchè sul terrazzo ce la siamo vista tutta l'alba sul Tejo. Non si possono fare foto però, questioni di copyright. Sì, anche sul fiume. Beh, a parte questa ;)



Prendere il primo autobus, salutare le vecchiette che vanno al mercato, arrivare a casa alle 8, mangiare un boccone in cucina e fare due chiacchere tra fraterni coinquilini....
Tutto questo non ha prezzo.

Notte rossa



Sono le sette e vado a letto. Salendo a casa ho salutato Abdul, il nostro giornalaio, che scaricava i giornali. Lo ammetto, mi sono sentita un poco in colpa.
Bella serata, a mangiare la pizza da Ilaria (conto i giorni, non posso ancora crederci che martedì partirà) e poi, ultima metro all' una e diciannove verso casa di Francesco e la sua come sempre piena festa. Lì ho chiesto proprio a tutti, ma nessuno aveva una tenda da prestarci sennò si partiva per l'Algarve. Infine stamattina a finire la pizza avanzata da Ilaria. Addormentarsi sul divano, risvegliarsi con la voglia finalmente di andare a casa. lLasciare Andrea a dormire sul divano.
E adesso sono finalmente nel mio letto.
Piccolo dettaglio: mi sono svegliata da Ilaria con le unghie dei piedi colorate di rosso.

Adeus



La parola adeus in portoghese vuol dire arrivederci, e infatti le due partenze di questi giorni non saranno addii, non devono esserlo, perchè il Veneto è così vicino che non possiamo non rivederci.

Allora, adeus Paolo, ci siamo incontrati all'aeroporto, è stato un saluto veloce e indolore perchè alla tua despedida non c'ero. Il tuo passaggio per Lisbona è durato poco più di un mese, ma ti ricorderemo tutti. Io ti ricorderò, tu ricordati di Giulia di Cuneo.
Scherzo, un arrivederci dalla mezza toscana...

Ed oggi, l'ultimo pranzo a mensa, l'ultimo caffè sull'esplanada di civile, con Mattia, un amico, un compagno di viaggi, una persona riservata, ma sempre sincera. Incontrato sulla metro, conosciuto alla Janela d'Atalaia, ritrovato al tecnico, purtroppo non una compagnia assidua, ma di quelle che contano. Ciao Mattia, forse ci laureremo insieme, sarà bello rivedersi con un laurea in più. Mi mancherai.

Aggiungo anche Petra e Dario, meteore nel mio erasmus, ma comunque ricordi. I primi giorni in ostello senza di loro sarebbero stati molto più difficili.
Adeus Petra. Eu lembro muito bem o nosso primero pequeno almoço na Pousada da Jouventude em Picoas, a falar sobre os quartos e sobre a nossa paixao no portoguese do Brasiu. Entao, espero de ver-te logo na Italia, tomando um cafè e falando contigo sobre a saudagi de Lisboa. Atè logo.

And so it is...

Notte strana...
Non per l'orario, che ormai come sapete, mi è congeniale. Se solo fossi mai riuscita a studiare la notte (ma figurati se cominciavo qua a Lisbona). Se solo riuscissi a studiare punto. Sono ferma ferma ferma, bloccata sul nulla, sulle difficoltà del non sapere ormai più da dove si era partiti.
Ah! Domani vado in Italia. Non riesco a capire le sensazioni che questo mi suscita. Prove generali per luglio? Sono contenta di ritornare per un po', vedere Paolo, i miei amici e sì, anche andare al mercato con la mamma, ma sono giorni di partenze questi e sento di perdermi qualcosa. Oggi ho salutato Holly, la mia compagna inglese di corso di portoghese. E' la prima, la prima a partire. Che effetto. Mi perderò la sua despedida ossia la festa di addio, quindi la prima partenza ufficiale si avrà al mio rientro, ma ancora non so bene cosa comporterà...alla fine staremo tutti male e in lacrime perchè dentro di noi sappiamo che tra poco toccherà anche a noi. Andarsene da Lisbona. Oggi in metro quasi mi ha fatto piangere questa idea, leggevo la scritta Restauradores e pensavo che io non volevo lasciarla.
Prove genarali dicevamo. No, alla fine sono stranquilla perchè so che non è la partenza definitiva. Ma intanto sono qui, in camera, alla luce delle candele che comprai all' Ikea e ricordo:



Ricordo la prima volta che ho visto Ilaria fuori dall'ostello e la prima volta che ho sentito la sua voce nella sala 24 ore del tecnico mentre parlavo con Andrea che ancora non sapevo sarebbe stato il mio fraterno coinquilino ma che avevo conosciuto solo la sera prima davanti a una piastra rovente nel ristorante dove ognuno si cuoce la sua carne ed ero con le mie compagne di ostello Aniko Petra e Alexia con anche Giovanni colui che Andrea me lo aveva presentato e che io invece avevo conosciuto tramite un forum di voli low cost e che qualche sera dopo alla despedita di Michael mi aveva presentato anche "Earn" come learn e Jordie lo spagnolo anzi il catalano che di lì a poco avrei rincontrato con le mie bimbe perchè abitava davanti Sabrina di cui non scorderò mai il viso il giorno che ci disse bisbigliando siamo tantissime italiane e che mi ha permesso di conoscere Mattia nella nostra prima sera in Bairro Alto solo perchè ci aveva scambiato due frasi in metro e che dopo due sere ci fece conoscere il Cimpe e Federico che conoscevano anche il Giangi quello che incontrai nella sala computer del tecnico e di cui seppi solo dopo il nome a una festa chissà quando chissà dove chissà....
Forse la camomilla sta cominciando a fare effetto.

Goodbye Holly, we will see again, when you'll come in Tuscany, to see Florence another time and for the Carnival, you know. Goodbye because your're the first but not the last, goodbye because you're so sweet and so good in photographing. I wish you all the best.
This post is for you.


La civetta




La civetta mi guarda dalla scrivania e ride. E' appolaiata su un portaincenso in pietra bellissimo che mi ha portato Patricia, la mia companhera de casa, dal Brasile, dove è tornata dopo 3 lunghi anni. La civetta ride perchè sa che ci stiamo assomigliando sempre più io e lei. Sono 3 giorni che vivo di notte, torno alle 6 e vado a dormire con gli uccellini (sì, ci sono gli uccellini a Lisbona). Stasera è solo l'una, ma ormai ho gli occhi agli infrarossi. Sarà che tutti noi sentiamo che l'Erasmus sta viaggiando velocemente, troppo velocemente, verso la sua naturale conclusione e abbiamo voglia di vivere ogni attimo.
Dobbiamo vivere ogni attimo, capito ragazze?
Buonanotte.

Quero demais



Ho dormito poche ore stanotte, ma ugualmente non riesco ad andare a letto: un weekend pieno, denso, nuovo, mille cose da raccontare, poco tempo per farlo, perchè devo dormire, perchè domani c'è l'università, ma la voglia di condividerle è enorme.
Tutto è partito con la festa perfetta, il compleanno del Giangi, una terrazza, una chitarra e un vicino nudo che chiama la polizia. Ma una festa perfetta non finisce solo perchè hai i poliziotti alla porta. Prosegue in un'altra casa, a bere vino alla goccia, a ballare nella stanza di Pedro, il coinquilino portoghese che non c'è. "Bella ciao" e "Grandola Villa Morena" cantate, italiani e portoghesi insieme, ditemi se questa non è la vera Unione Europea. E poi i balli pugliesi, i piedi neri, i saluti scritti sulla bandiera portoghese, la polizia che viene anche qua. La festa è finita, ma sono le 5 e nessuno può chiedere di più.
Prosegue con il mare, una nuova spiaggia, sulla foce del Tejo, forse sporco, ma ogni volta che un mercantile passa davanti al faro di questo fantastico porto naturale, pensi all' America, a quando qua ci passavano i transatlantici, e a quanto tutto sia cambiato ma Lisbona sia sempre lì, ponte invisibile tra i due continenti.
E poi il Vasco da Gama e la voglia di pizza, cucinarla alle 11, mangiarla a mezzanotte e all'una e diciotto prendere l'ultima metro per andare alla festa, alla Bica, lungo l'elevador, assistere alla magica scena della sagra del quartiere, dei ragazzi che ballano e cantano. E poi qualcuno mi vuol dire che questa sembra una capitale.
E poi in giro, conoscere un portoghese che ha fatto l'Erasmus a Pisa, ritrovarsi tra italiani, chissà perchè gli austriaci se ne sono andati senza salutare. Andare nel locale decorato con immagini di Corto Maltese e cantare a squarciagola Battiato e la Bandabardò, mai avrei creduto in un bar di Lisbona.
Dormire 3 ore e poi partire per Evora, la storica, quella che la Lonely Planet definische importante soprattutto perchè il terremoto distrusse tutte le altre. Ma non è vero, Evora è un piccolo toquinho do ceu, "pezzetino di cielo", come il dolce che si mangia qua. Le strade deserte, il silenzio irreale ma affascinante, le case costruite tra gli archi dell'acquedotto.
E ancora sono sveglia, non mi basta, non resisto a bere a grandi sorsi da questo copo dell 'Erasmus  e volerne ancora di più. E allora mi guardo l' "Appartamento spagnolo", ma è così inadeguato e riduttivo.
O forse è come quando ti chiedono: "Che mi racconti?". E tu non trovi le parole perchè avresti troppo da dire.






You must remember this



A volte mi sento una Erasmus un po' strana, una serata come quella di ieri sera mi è piaciuta molto, sono certa che ad altri avrebbe annoiato, a quelli che escono tutte le sere e fanno sempre le 5.
Sarà che un po' di tutti qua sono la 'zia' in quanto a età, ma quando andrò via dalla mia Lisboa ci saranno anche queste cena a mancarmi: una tavola imbandita, 9 piatti colorati, 7 italiani (ma di regioni diverse) e due portoghesi, i genitori di Ilaria che preparano il loro piatto tipico, le orecchiette, noi che cerchiamo di tradurre in simultanea, usanze regionali che si imparano. E dopo vedere Casablanca con le amiche. Alle 2 e30 tornare a casa. Non sarò stata a giro tutta la notte, non sarò stata una perfetta Erasmus, ma sono stata bene e mi mancherà.
Ci risiamo, ancora pensare alla partenza. Ci sono ancora quasi due mesi da vivere qua  eppure siamo sempre più malinconiche. Sappiamo che finirà, ma non dobbiamo pensarci, dovrà essere veloce, istantaneo, un addio fulmineo perchè non deve essere un addio, toglieremo il cerotto dell 'Erasmus cosi' in fretta che non farà male.
E poi un giorno accadrà, magari tra un anno, magari sfogliando una rivista, sarà una frase, una immagine, un film o chissà cosa che ci ricorderà Lisbona, e allora piangeremo.
Chissà, magari sarà una canzone.
E allora, suonala ancora Sam!

You must remember this,
a kiss is still a kiss,
a sigh is just a sigh
The fundamental things apply,
as time goes by.
And when two lovers woo,
they still say "I love you",
on that you can rely.
No matter what the future brings,
as time goes by.
Moonlight and lovesong's
never out of date,
hearts full of passion,
jealousy and hate.
Woman needs man,
and man must have his mate,
that no one can deny.
It's still the same old story,
a fight for love and glory,
a case of do or die.
The world will always
welcome lovers,
as time goes by.
You must remember this,
a kiss is still a kiss
a sigh is just a sigh
The fundamental things apply,
as time goes by.
And when two lovers woo,
they still say "I love you",
on that you can rely.
No matter what the future brings,
as time goes by.
as time goes by.


L'amarezza sulla lingua



Sono le 8 di sera e sono ancora in facoltà, l' Istituto Superior Tecnico di Lisbona. Per quanto riguarda l'ingegneria è una delle più prestigiose del Portogallo, ed anche una delle più difficili da quanto mi hanno detto: numero chiuso, solo 2 appelli per esame all'anno, dopo 4 fallimenti esclusione dalla facoltà. Tanto per farvi capire.
Non che questo mi riguardi, prima di tutto perchè non frequento corsi, poi perchè sono Erasmus: questa cosa della tesi rende il mio periodo qua molto diverso da quello di tutti gli altri, ancora non ho capito se in male o in bene. Ho la possibilità di gentirmi il tempo, questo è vero, ma tutti i giorni sono qua, fino a tardi. Ho magari il tempo di girare il paese, abbandonando per qualche giorno il mio lavoro, che però mi rimane comunque nei pensieri, non riesco a staccare.
Ma la più grande amarezza derivante da questa scelta rimarrà la lingua e la possibilità di fare amicizie lusofone che mi è stata privata dallo stare sempre in questo buco di ufficio, con 3 dottorandi, portoghesi, ma con la loquacità di un riccio. D'altra parte, sono ingegneri.
E così mi ritrovo a parlare ancora un portoghese elementare, ad essere la più impacciata con la lingua, tra quelli che conosco. Avrei voglia di studiarlo, di prendere magari qualche lezione, ma non ho tempo.
Rimarrà il mio più grande cruccio.

P.s. Siamo giunti ad una conclusione unanime: il più grande difetto dei portoghesi è quello di non scansarsi mai quando li incontri per strada. E neanche quando stai ferma,seduta sugli scalini della facoltà.

Un weekend



Un weekend pieno, lungo e denso di incontri. Troppe da raccontare.
Un viaggio in Spagna rimandato, non programmato, in fretta svanito.
Un tamburello.
Un cinema dove le maschere ti accompagnano al posto.
Un film geniale, compreso a metà a causa della lingua.
Un incontro di un passato che non è il mio ma che lo sarà, piacevole, malinconico.
Un arrivederci al mare.
Una cena brasiliana, con italiani, austriaci e portoghesi.
Una passeggiata al Parco das Nacoes, magico come non mai.
Un viaggio a Sintra, bella, umida, magica, molto umida, dolce.
Un giardino segreto inaspettatamente indimenticabile.
Una cena improvvisata, unione di due gruppi.
Un risotto orribile.
Un raduno post Erasmus già programmato, in un giardino.
Un acquario affascinante, ma pieno di pesci.
Una stanchezza che ti fa arrabbiare anche quando non ce n'è assolutamente motivo.
Un "sei stupenda" che ti fa rinascere.
Una cena a lungo programmata, finita in una fregatura.
Un lunedì alla tasca do Chico, divertente più del solito
Una pazza e divertente coppia di italiani e una ragazza da rivedere.
Una corsa in taxi rischiando di perdere la vita con il tassista più pazzo che abbia incontrato da quando sono qui.
Una corsa in taxi rischiando di perdere qualcos'altro con il tassista che vuole fare il furbo, e ci riesce.
Un arrivederci frettoloso.
Un po' di amarezza per parole non dette.



 

Ancora Giappone



Prologo:

Mercoledi' serà, casa di Ilaria, riunione di italiani affamati. E' bastata una sola parola per riunirci tutti: pizza! E non pissa come dicono i portogehsi....vera pizza!
Suona il campanello...driiiin!!
E' un amico di Monica, la coinquilina portoghese di Ilaria.
Ola! Como estas?Tudo bem? Como te chamas? Mauro? Prazer!
Il ragazzo in questione indossa un grembiule da cucina.
Entao, que sta a fazer? Estas a couzinar? Sushi? Verdade?
Io non ho mai provato il sushi.
Alla fine, ci invita tutti a mangiare il suhi a casa sua, il giorno seguente. Tutti.

Stasera:
Dieci persone suonano al suo campanello, 10 italiani ( e un portoghese) invadono casa sua, piena di portoghesi. Sembra un incontro di boxe, 1:1.
Ribadisco: io non ho mai provato il sushi.
Tavolata immensa, tutti questi pezzettini accattivanti, di mille colori, stesi su una bella tovaglia di alluminio. La sangria buonissima che nell'attesa c'è già finita nelle vene. Buona. Per forza, c'era dentro un litro di vodka! E poi anche il narghilè...
Si mangia! Sperimento!

Conclusione:
Ho scoperto che a me il sushi fa schifo.

Oceano, parenti e altre cose



Il piacere di mostrare una città che amo ai miei, giunti finalmente qua in vacanza...
La stanchezza nelle gambe per aver fatto una pericolosa scalata, in discesa.
L'immagine di una splendida spiaggia ancora negli occhi.
Un nuovo incontro con una famosa personalità politica Portoghese, anzi due.
Tutto questo ve lo racconterò appena avrò un po' di tempo.
Devo tornare a fare la guida turistica!

Aniversario



Giornata di festa in Italia, 20 anni di Erasmus.
Il primo italiano partì nel lontano 1987, senza voli low cost, senza internet.
Doveva essere molto diverso trovarsi in un paese straniero, senza poter chiamare a casa, sentire gli amici, il ragazzo. Forse ancora più genuino, sicuramente più raro.
Ci si sentiva sicuramente cittadini del paese ospitante,
grembo di una nuova madre che ci aveva accolto soli e spaventati.
Ed io,invece, adesso mi sento cittadina europea e del mondo.
E allora:

Parabéns a você
Nesta data querida
Muitas felicidades
Muitos anos de vida!

Tenha tudo do bom
Do que a vida contém
Tenha muita saúde
E amigos também

Hoje é dia de festa
Cantam as nossas almas
Para o menino Erasmus
Uma salva de palmas!

Leggendo il giornale



Ieri Andrea mi ha portato Repubblica dall' Italia, mi sono messa sul letto a sfogliarlo. Leggevo le notizie, che però conoscevo già grazie al sito, e poi mi è caduto lo sguardo sulle pubblicità. C'era il giornale Viaggi in allegato il giorno seguente, e mi sarebbe piaciuto poterlo comprare. E poi ho visto un'altra cosa che mi interessava, ma in questo momento non ricordo.
Mi è mancata l'Italia.
Per la prima volta da quando sono qua ne ho sentito la mancanza. Badate, non delle persone, quella è un'altra cosa e non passa giorno che non le vorrei tutte qua, ma dell' Italia in quanto paese, del giornale italiano. Potrei benissimo comprarlo qui, ma non è la stessa cosa, leggevo le notizie e me ne sentivo un po' estranea.
Che strani voli pindarici fanno i nostri sentimenti!

Stranezze



Giornata strana...passata in casa, a letto, a guardare film su film.
Proposte improvvise, viaggio.
Domani parto. Due giorni un po' più a sud, Setubàl e Sines.
A presto.

Nuovo Generatore di statistiche

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15



Oggi vi parlo del numero 15.
Oggi non è il 15 aprile ma fa lo stesso, è come se lo fosse. Sono stata al mare, a Estoril dove non ero mai stata e c'erano almeno 15 persone in spiaggia. Faceva caldo, quasi il doppio di 15°C, ma anche se non sembrava oceano i 15 m di spiaggia e più di questa costa a nord di Lisbona mi sono piaciuti. E dopo, 3 ore e mezzo dopo le 15 siamo andati a Cascais che dista molto meno di 15 kilometri e ho visto questo paesino di mare, una Lisbona in miniatura (avrà 15 mila abitanti?) dove si odora l'odore del mare. E infine una passeggiata di più di 15 minuti per arrivare a Boca do Inferno e ammirare il tramonto: almeno 15 le foto che ho fatto al sole che scendeva.
Ma forse mi scordo qualche cosa che riguarda questo numero?




Relax

Stasera avevo voglia di stare in casa: non perchè sia triste, anzi, ho ripreso la mia stimolante vita a Lisbona, ma perchè ogni tanto mi piace stare anche sola con me stessa. Adoro arrivare a casa dopo una produttiva giornata di lavoro in facoltà, sistemare la stanza, trovare finalmente il modo per far stare aperta l'anta dell'armadio (Se il pavimento pende, perchè non far pendere dall'altro lato l'armadio?), mettere le puntine da disegno sulle cartine dell' Andalusia e del Portogallo, rendendomi così conto che ho girato troppo poco...e poi una pulita alla stanza, una pasta al pomodoro che non fa mai male e son già le 10e30...ma sono soddisfatta.
Ho tutto il weekend per godermi la città.

P.s. Ho aggiunto nella copertina un oggettino consigliatomi da Andrea. Un generatore di statistiche, per vedere soprattutto da dove mi visitano. Non vedo l'ora di vedervi apparire un nuovo paese dell'Europa!

Cena toscana



I due opposti che io adoro dell'Erasmus.


Oggi:
Prendere un caffè con 7 ragazzi e ragazze portoghesi, cercando di capirli mentre parlano tra loro, non riuscirci e quindi far finta di ridere alle battute. Scoprire che due di loro hanno fatto il primo semestre a Milano, Erasmus come noi.

Stasera:
Cenare con 7 ragazzi e ragazze italiani, del nord del centro e del sud, mangiando lardo di colonnata e salsicce toscane e formaggi lucchesi e per finire cantucci e vin santo!

@Giovanni: solo perchè c'era una bottiglia di vino de Roma non si può definire una cena tosco-laziale!!

Chiusa fuori



Vi parlo dal pianerottolo di casa mia. Stop
A Lisbona.Stop
Chiusa fuori perchè le chiavi le ha Khaled.Stop
Dopo una giornata in facoltà non ci voleva.Stop
Spero solo non esca la vicina e mi prenda per una senzatetto.Stop
La sento cucinare. Stop
Certo che sfiga, di 4 coinquilini non ce n'è neanche uno in casa.Stop
E Khaled è a oriente, penso senza esagerare l'esatto punto di Lisbona più lontano da casa mia. Stop
Meno male ho dolce compagnia virtuale. Stop


Quello che mi lascerà

Pasquetta con gli amici a Gombitelli, piacevole compagnia, sensazione di sentirsi finalmente a casa. Se non fosse per un particolare, non vedrei l'ora comunque di proseguire il mio viaggio in quella Lisbona che in questo momento mi manca. Adesso so che riuscirò a riabituarmi alla vita di Viareggio, perchè ho capito che quel che mi lascerà l'Erasmus non sarà legato al luogo dove starò, ma ad una nuova apertura mentale.
La voglia di stare in compagnia, di mangiare insieme, di rendere ogni giornata un po' speciale, di non crogiolarsi nelle proprie abitudini, il lasciare andare un po' il destino senza preoccuparsi se nessuno l'organizzerà, la curiosità per i nuovi arrivati, la tremenda curiosità per la gente di altri paesi, per le altre lingue, la voglia di ascoltare, il sentirsi liberi.

  


Il primo rientro

Rientro in Italia.
Il primo.
Tante, troppe sensazioni, strane, ma condivise.
La partenza in aereo e le lacrime agli occhi per vedere allontanarsi la tua amata Lisbona.
E lo straniamento all'arrivo a Milano, il sentire parlare tutti di nuovo italiano.
E i primi accenti toscani che ti fanno sentire di nuovo a casa.
E poi il primo impatto con Viareggio, come se fossi partita il giorno prima.
E infine la prima uscita con gli amici: ti senti fuori dal mondo, non capisci come tu possa aver vissuto in quei luoghi, divertito in quei locali. Sensazione di diversità, di mancanza di altre culture. Sentire il mondo che ti gira intorno e parla una lingua che capisci perfettamente e le parole ti sembrano vuote e lontane.
Scoprire che a tutti gli Erasmus fa lo stesso effetto.
E come dice uno di loro:

"Chiedersi se è meglio riabituarsi
perchè tanto prima o poi ci devi tornare o 
non abituarsi e scappare via"

Un fantasma si aggira per l'Europa..



...una voce che sembra aver raggiunto tutti i paesi del vecchio continente e non solo e che dice che gli italiani (e le italiane soprattutto) sappiano cucinare bene. Non che non sia del tutto fondata, non che mi dispiaccia cucinare, anzi.
Ma ieri sera ho passato due ore ai fornelli!!
E vi assicuro che non è il più bel posto della nostra casa, soprattutto oggi, quando tutti i piatti e i bicchieri e le posate che comparivano nella nostra credenza sono ammucchiati in un lavandino in attesa che qualche anima pia li lavi (chi sarà mai oggi? Immagino il nostro coinquilino portoghese, Pedro, che si immola sempre. Grazie!)
E' inutile, quando due occhioni mi guardano con aria supplichevole chiedendomi: " Non è che ci prepari il tuo famoso pollo e già che ci sei l'italianissimo tiramisù?" io non riesco a dire di no.
E poi fondamentalmente, trovarmi 8 persone a tavola, in pratica tutte di casa (Jakob, Patricia, Pedro e Andrea abitano con me, Aleka vi abitava, Sigrid e Giovanni ormai sono stati adottati) che attendono frementi la cena mi riempie di gioia!


 

Solo in Erasmus può succedere



Una cena in una casa con:

-2 ragazze e un ragazzo italiani
-1 ragazza portoghese
-1 ragazza svedese
-1 ragazza inglese
-1 ragazza olandese (ma originaria di Santo Domingo)

Cena a base di cibo messicano, finita a guardare un documentario girato da Jana, la portoghese, su religione e musica nella penisola iberica.
Basta poco per sentirsi europei.


Eu sou um estudante



   

E alla fine siamo andati, io Andrea e Aleka a vedere i miradouri di Graça e di Nossa senhora do Monte. Come sempre mi accorgo che vale la pena di uscire quando si tratta di vedere nuovi scorci di questa magnifica città.
Infine la serata, strana, particolare...poco Erasmus direi..
Iniziata con un barbecue, a Lisbona, con molte ragazze tedesche. E con gli hamburger del Pingo Doce congelati che valgono di più dei loro miseri 50 centesimi. Iniziata parlando tanto inglese, io che ormai non lo ricordo più, io che ormai cerco sempre di parlare portoghese.
Proseguita in un'altra festa, in una casa molto boemien, a metà di una scalinata con alberi in fiore tipicamente lisboneta. Notte particolare, con pochi erasmus, molti brasiliani, trascorsa a parlare portoghese con due ragazzi russi che vivono qua da anni, ascoltando le musiche di Chico Buarque.
Finita con la paura, con la sensazione di inutilità. Non saper come aiutare in certe situazioni, il timore che ti congela.
E l'uomo nero che ti aiuta, come nella migliore delle favole, quella che nessuno ha mai scritto.

Un lavoro



Il sig. Erasmus non è molto generoso: i soldi che l'Università ci passa per questa esperienza di vita, importante come forse poche altre, non bastano neanche per pagare un affitto in una casa che è tutto fuorchè una reggia...forse ho un'altra borsa di studio, ma dopo quasi un anno dalla domanda ancora non so se l'ho vinta o meno. Ecco perchè quando ho ricevuto una email che mi proponeva un lavoro in un call center qua a Lisbona è stato istintivo rispondere, perchè è un peso enorme sapere di dover gravare ancora sui miei genitori. Ma adesso ho un po' di dubbi: ho paura che mi leghi troppo, che mi faccia perdere tempo con la tesi, che mi impedisca di viaggiare un po' nel Portogallo, che mi rovini un po' questa esperienza purtroppo unica.

Olha que lua

Fa uno strano effetto vedere la vostra stessa luna, sentirmi così vicina e così lontana allo stesso stempo.
E trovarmi a pensare al mio futuro, sentire il tempo che scorre troppo velocemente, le stagioni che passano e non sapere che ci sarà dopo.

A mesma lua, as mesmas estrelas
Dos coraçoes juntos



Serata portoghese, spagnola e italiana



Una serata portoghese si fa vedendo una partita del Benfica con i vicini, mangiando la pizza del telepizza, sentendo urlare i ragazzi e scoprendo così che l'unico modo con cui sanno inveire contro l'arbitro è dire: caralho e che quando si avvicinano alla porta dicono: "scisc" quadrado!...x e quadrato....

Un compleanno spagnolo si fa con una botillòn...ossia una serata in una piazza o in un parco, ognuno si porta da bere e poi tutti a sedere in terra...a Lisbona si fa al miradouro di S. Caterina, vista sul ponte 25 abril illuminato e sul Cristo Rei. Dolce di cioccolata compreso.

Una notte italiana si fa con una chitarra, un po' di vino e tante canzoni in comune, da qualsiasi regione si provenga...cantando De Andrè e Guccini e sentendo che le parole di "Bella ciao" mi emozionano di più che quelle dell' Inno italiano....

Indovina chi è?



Scena
Io e Ilaria stiamo girando nell' Istituto superior tecnico, la mia università, alla ricerca spasmodica di una copisteria per stampare a colori.
Proviamo a uscire, ma l'ingresso è occupato da un sacco di gente, banda dell'Università compresa. Mah, dico a Ilaria, staranno aspettando qualcuno di famoso.
Arriva una macchina, nera, preceduta da polizia in quantità.
Chiediamo a un ragazzo:

- Scusa, ma chi è?
- Il Presidente della Repubblica
- Ah...








Pollo al curry alla Socrates



Ingredienti:

- Frango
- Batatas
- Uma maça
- Meia banana
- Azeite, sal e pimenta

Preparazione:
Aquece o azeite numa frigideira, ajunta o frango curtado e un pouco de sal. Aquece as batatas no microonde depois ajunta-lhes ao frango. Curta una maça e meia banana e ajunta-lhes. Coze todo cum um coupo de agua para dez minutos com un pouco de pimenta. Ao final ajunta o curry. Serve cum arroz, se queres.


Dedicato alle mie tre bimbe, Ilaria, Sabrina e Gabriella. Stasera me lo sono mangiata da sola sul letto, ma ve lo preparerò ogni volta me lo chiediate! Beijinhos!

La mia città



Le giornate da dimenticare capitano anche in Erasmus.
Come quando con una bellissimo sole ti tocca aspettare e inutilmente un professore in una stanza senza finestre...
O come quando sali sul pulman al volo, per una fermata, per fare prima, convinta di avere la tessera carica e invece ti tocca regalargli 1,30¤...per una fermata.
Oppure come quando spendi 5¤ per cambiare la pila dell'orologio...e poi l'orologio non va comunque.
E ci sono i giorni in cui queste cose accadono tutte insieme. Niente di importante, vorrei ben dire, ma...
E poi ti metti a cucinare con un pò di musica e tutto se ne va e provi finalmente la bella sensazione di stare in casa tranquilla.
Basta poco.
E poi domani arriva Andrea dall'Italia e potrò finalmente mostrare a qualcuno questa splendida, mia, città.
Até amanha.

Dov'è Jakob?



Magia dell'Erasmus.
Il mio Ipod con musica mia e di Andrea chiuso nell'altra stanza, quella di Jakob, le casse nel salotto per la festa.
Una canzone del carnevale di Viareggio, "Il samba del viareggino", che finisce per caso nella compilation.
Ragazzi di tutta europa che ballano nel mio appartamento.
La canzone che inizia....
...e per magia, un trenino nasce nella mia casa. Come se tutti conoscessero la canzone e sapessero quello che andava fatto.
Le mie amiche che ormai conoscono il testo perchè gliel'ho cantato decine di volte.
Persone di tutta Europa e Italia che ballano sulle note di una canzone di Viareggio.
Magia dell'Erasmus.


Dietro consiglio di Andrea aggiungo questa foto e mi chiedo:

a) Chi è???

b) Come fa a fare una faccia così brutta?

c) Perchè gli ho fatto una foto?

...ah, i dubbi della vita!

Ieri sera...

Oggi è finito il corso di portoghese, abbiamo concluso con uno splendido pranzo, abbiamo ricevuto l’attestato di partecipazione, tutti abbiamo passato il corso e ottenuto la votazione di very good. Inoltre io ho ricevuto un piccolo premio, un vaso della Università Lusofona, per il mio disegno, che emozione!, e le mie due amiche Ilaria e Sabrina lo stesso per le loro fotografie.

Mi manca già il corso..

Forse è saudade.

O forse è solo tristezza, la saudade è solo portoghese.

O forse è solo paura, da domani la mia vita qui sarà completamente diversa, avrò la mia tesi a cui pensare.

O forse è solo il rum che ho bevuto dopo il pranzo.

O forse è solo solitudine, perché non avrò corsi da seguire e nuove persone da incontrare.

O forse è l’acqua che mi scivola tra le dita.

O forse mi mancano i miei amici e internet che mi permetterebbe di sentirli.

O forse non riesco a credere che tutto sia più o meno facile quando è impossibile.

O forse è il tempo di Lisbona che cambia quasi più velocemente del mio umore.

O forse è solo stanchezza.


Poi è bastata la notizia che mi ha dato Patricia che presto metteremo Internet a casa insieme ai ragazzi del piano di sopra per risollevarmi il morale! E adesso sono al Tecnico, finalmente senza impegni, mi sono svegliata alle 11 e ho intenzione di gestire con tranquillità le commissioni che mi sono rimaste da fare....oggi andrò anche a bussare alla porta dell'ufficio del prof...
E' una bella giornata!
E stasera...cena con gli amici del corso di portoghese, prof. Rui compreso, e poi al Mao per la festa spagnola!!!!
Un bacio a tutti.

Erasmus in Lisboa

Erasmus in Lisboa e' fare un esame la mattina e poi decidere di fare un giro perche' una volta tanto c'e' il sole

Erasmus in Lisboa e' andare all' Universita', scoprire che il cartao non e' ancora pronto, incontrare 4 amici e convincerli, molto facilmente, a venire a Belem

Erasmus in Lisboa e' ricevere un messaggio inaspettato e gradito

Erasmus in Lisboa e' visitare il parco di Belem, prendere il sole lungo il Tejo e guardare in lontananza il mare

Erasmus in Lisboa e' mangiare, ovviamente, almeno 2 Pasteis de Belem

Erasmus in Lisboa e' avere l'intenzione di tornare presto e mangiare a casa

Erasmus in Lisboa e' capire molto presto che non sara' cosi'

Erasmus in Lisboa e' andare al Miradouro di S. Caterina per il cameriere che piace a Sabrina, vederlo andare via e urlare "Noooo!" davanti a tutti

Erasmus in Lisboa e' girare per Chiado, Rossio, Alfama e la Baixa con Mattia come guida, scoprire luoghi che ancora non conoscevamo

Erasmus in Lisboa e' fare l'aperitivo alla Ginginha

Erasmus in Lisboa e' mangiare le frittelle di Bacalhau allo Chapito', da cui si vede tutta Lisboa

Erasmus in Lisboa e' ricevere un messaggio doloroso

Erasmus in Lisboa e' andare a sentire il fado alla tasca do Chico

Erasmus in Lisboa e' tornare all' una a casa quando si pensava di fare presto

Erasmus in Lisboa e'  non avere l'occasione di restare soli a pensare



Le panchine del parco di Belem




...un gruppo di italiani incontratisi per caso e rispettive provenienze!! (troppi padovani!!!)



Il monumento del descoprimento (o qualcosa del genere) e il ponte del 25 abril sullo sfondo...



Il chiostro

Notte magica

Stasera sono a mangiare a casa di Giovanni con Andrea...
Vi racconto di ieri sera!

Serata eccezionale quella di venerdì, cominciata a casa di Silvia e finita all’alba sotto casa mia…

Dopo che la vicina ci ha intimato di chiamare la polizia siamo usciti tutti (ma quanti eravamo? Come al solito troppi italiani, ma saremo stati almeno 30 nella bellissima casa di Silvia e Laura!)

A quel punto trasferimento in massa nella casa di Josè, il portoghese che pensavo si chiamasse Pedro…io ancora non so dove si trovasse, ricordo solo di aver camminato tantissimo chiacchierando allegramente! Nuova festa a casa di Josè, chiacchere, fumo, vino, il ragazzo ceco ubriaco come non mai, ma che non ha mai perso le forma! Ancora chiacchere…fino all’arrivo della polizia! Qua però sono gentili, suonano il campanello, ti dicono di farla finita e se te ne vai non ti dicono più nulla…altro trasferimento, ricordo di essere stata nella piazza di Rossio…cavolo ma allora non eravamo a Rato!! E poi la salita dalla Baixa al Bairro alto, girando per locali e non entrando in nessuno…

A questo punto (erano quasi le 4) è sopraggiunta la fame! Prima siamo entrati nella Janela di Atalaja, dove, essendo già chiusa, ci hanno fatto entrare e quindi chiusi dentro. Qualcuno ha mangiato, ma avevamo tutte negli occhi la splendida focaccia che poco prima aveva in mano Andrea! Ovviamente dopo ci siamo rifatti, abbiamo preso questa sfoglia con formaggio e prosciutto direttamente nel laboratorio di uno forno (dove c’è una grata tra il fornaio e il cliente!).

Ancora chiacchere, Victor e il coinquilino messicano di Sabrina che discutevano in spagnolo (che, se parlato lentamente, ormai capisco quasi completamente)…a quel punto erano le 5e30…prendere un taxi era da locchi…che si fa? Si aspetta l’apertura della metro! Ore 6e15 davanti a Baixa-Chado in attesa che aprisse…e poi finalmente verso casa, prendo la linea verde anch’io per non fare il viaggio da sola…un gentiluomo mi accompagna a casa, e poi a chiacchierare fino alle 7e30…l’alba sotto il tritone di piazza Dona Estefania, poi finalmente a letto, densa di felicità.




In attesa dell'apertura della metro c'è qualcuno che crolla...accanto alla statua di Pessoa

Fiesta!!!

Ieri sera mega festa nella favolosa casa di Wolfgang (non so se si scrive cosi’), Ulli e Francesco…cioè ragazzi, casa su due piani, camere immense, salone stratosferico, cucina grande…un sogno per un Erasmus! Abbiamo lasciato un po’ tutti la scia di bava sul pavimento…. E molte altre cose che oggi non penso sia stato molto facile per loro pulire. Festa fantastica, bere a volontà, nazionalità molto miste e c’erano pure un bel po’ di portoghesi che tra parentesi sono simpaticissimi! Ad un certo punto sono arrivati anche dei ragazzi mascherati perché dopo andavano a una festa di carnevale in Praza de Espana: sarei voluta andare anch’io ma ero stanca e, soprattutto, senza costume! Come fa una viareggina a non mascherarsi? Ho cercato per tutta la sera di descrivere il nostro carnevale ai portoghesi, ma non penso di esserci riuscita: in compenso ho scoperto che costume si dice fantasìa!

Altri punti caldi della serata:

-         Quando abbiamo spiegato ai 2 portoghesi che ci provavano con tutte che in Italia si dice: “Basta che sia calda”

-         Il pavimento che prima era di un colore e poi è divenuto magicamente rosso vino

-         La testa di Wolfgang ( Austriaco di almeno un metro e novanta per 1 metro di spalle….) che svettava sempre su tutti

-         La teoria di Victor per cui i ragazzi italiani parlano e gli spagnoli agiscono: gli ho detto che io aspetto i suoi amici e vou a ver (vedrò). Al passare di Federico ubriaco io e Elisa abbiamo aggiunto: “E i portoghesi bevono!”

-         La granculo di Gabriella che ha beccato il numero di telefono dell’unico ragazzo di colore della serata …


Gulash party!

Ieri sera alla fine sono andata alla festa ungherese....ma alle 10 siamo dovuti uscire perchè il vicino stava per chiamare la polizia, anche se non facevamo assolutamente casino! Scene assurde a quel punto! Eravamo scesi in strada, il vicino si è affacciato alla finestra e ha cominciato a sputarci e urlarci qualcosa...dopo è sceso in strada e ci correva dietro urlando: "Fucking strangers!!"...ma la cosa assurda che questo vecchietto era zoppo, quindi ci inseguiva con il bastone ma lentissimo, quindi noi scappavamo semplicemente camminando...
In ogni caso è stata una cena molto carina, eravamo di nazionalità miste, 2 ungheresi, 2 brasiliani, 4 italiani, una ceca, una francese, 4 o 5 spagnoli (anzi, della Catalogna, sennò si offendono) e un cinese!!! Veramente una bella festa....
Scappo a lezione adesso (stamani ho bucato!)

Estou cansada

Avevo scritto un post lunghissimo ma è sparito tutto...che rabbia, oggi è una giornata no! Sono stanca, il corso oggi è stato estenuante, e avrei voluto non uscire di casa per venire su internet...e adesso questo...
Vabbè, vi avevo parlato del terremoto dell'altro giorno, quando l'abbiamo avvertito stavamo facendo esercizi di yoga prima di cominciare a disegnare una modella completamente nuda...i dettagli erano nel vecchio post, ma vi dico solo che è tutto vero!
Edit: E due...e' successo un altra volta....ma allora e' destino che non vi racconti di questa fantastica esperienza!
Vi dico solo che dopo questa esperienza ho deciso che al mio ritorno in italia faro' un corso di disegno! Adesso mi sento veramente in grado di fare tutto quello che desidero...se sono arrivata qua, non ho limiti!




Altro ritaglio di Metro sul carnevale, stavolta hanno azzeccato il nome della città ma hanno detto che è terminato

From l'Istituto superior tecnico

Finalmente ho iniziato il processo di registrazione alla mia Università...venerdì dovrei ufficialmente essere membro dell'IST! E finalmente ho ottenuto la password per connettermi a internet.....
Prima mi sono connessa in videoconferenza con la mamma dal parco!!!!
Per il resto tutto benissimo, non saprei davvero da dove cominciare a raccontarvi....ieri sera abbiamo fatto la pizza a casa di Ilaria, buonissima tra parentesi...e poi tra noi a raccontarci un po' delle nostre università, eravamo ragazzi da tutta italia, da Napoli, da Padova, da Brindisi, da Foggia, da Cuneo, da Como...si parlava delle goliardate universitarie e di tutto....si lo so, dovrei conoscere più persone straniere ma è divertentissimo anche questo scambio tra regioni. Vabbè, basta chiacchere, ecco un po' di foto sparse.



I Pasteis de Belem, il dolce più buono che abbia mai assaggiato, caldo, fragrante, con la crema, servito con cannella e zucchero a velo....li chiamano pasteis al plurale sempre perchè è impossibile mangiarne meno di due




Belem



Per le strade di Lisboa dopo la festa di addio di un ragazzo Austriaco



Il giornale Metro di Lisboa che parla del carnevale di Viareggio...anche se sbaglia il nome della città!!!

Le mie amiche

Scritta ieri sera a letto in camera:

"Stasera mi manca internet…

Mi manca la possibilità di esprimere subito certe impressioni, nero su bianco: stasera ho voglia di scrivere. Vorrei parlarvi della splendida serata, delle mie nuove amiche, di come mi senta felice di averle trovate, di sentire finalmente la sensazione di armonia che si prova a stare in un gruppo di donne. Sembrerà strano a voi che mi leggete, ma non l’avevo mai provata in vita mia.

E adesso invece capisco cosa voleva dire la gente quando parlava di questa sensazione, della bellezza del ritrovarsi tra donne a chiaccherare di uomini, di sesso, di cibo, di tutto e leggersi negli occhi questa comunanza di punti di vista. Sono veramente felice.

La serata in fondo è stata molto tranquilla: cena a casa mia, oddio che bello poter organizzare una serata nella MIA casa, invitare le mie amiche e cucinare per loro….eh si ragazzi, ho fatto colpo con il mio pollo al curry!!!! (Grazie mamma). Dopo in giro al Bairro Alto che, devo dire, dopo due settimane mi è già venuto a noia…in quelle stradine tutte perpendicolari, tutte uguali, piene di italiani…evidentemente ancora non sappiamo bene dove andare…

In ogni caso, fantastica serata ( e anche ieri sera, quando io e Sabrina siamo andate a mangiare fuori e siamo state tutta la sera a chiacchierare)…

Notte.

P.s. Sono le 5.

P.p.s. Per le donne: qua è pieno di ragazzi di colore veramente troppo belli! Certi rasta fichissimi….Vale che aspetti a raggiungermi??"




Hey baby

Un saluto veloce dalla mia pausa pranzo alla Lusofona. Qua tutto bene, stamani siamo stati a Belem che e' una parte di Lisbona a dir poco fantastica, ma non raggiunta dalla metro...il tempo qua e' assurdo, stamani diluviava, ora c'e' il sole...vabbe' meglio, anche perche' adesso posso davvero rilassarmi un po'.

Dopo la lezione andro' alla mia Universita' a cercare il professore perche' ancora non si e' fatto sentire, comincio a preoccuparmi.

Per il resto, ieri sera sono andata alla mia prima vera festa Erasmus in casa, per un ragazzo austriaco che parte a giorni, ed e' stata molto divertente, un mix di culture bellissimo. Scrivo solo una frase...un giorno ve la spieghero'!

Hey baby, I love you baby

If you really love me too

Just give me your smile

Ola!

Ciao a tutti! Ora va molto meglio, ho conosciuto tutti i miei coinquilini e devo dire che ho fatto una bella scelta perche' sono tutti simpaticissimi! Unica pecca della acsa e' che non c'e' internet, percio' mi risultera' un po' difficile tenervi aggiornati almeno finche' non comincero' ad andare all'universita' dove ho una connessione internet. Comunque, adesso sto cominciando a rilassarmi, stanotte ho dormito nella mia camera ed e' stata una soddisfazione unica dopo una settimana in ostello! Stasera puliro' e sistemero' la camera e finalmente potro' sentirmi a casa e cominciare a rilassarmi , magari uscendo un po'...

Ieri siamo state all'Ikea...in pulman!! Dovevate vederci, 3 ragazze in giro per ore a scegliere oggetti per la stanza e alla fine avremo 3 camere identiche perche' ci piacevano le stesse cose!! Sono cosi' contenta di aver trovato subito 2 amiche cosi' simpatiche!!

Il corso di portoghese procede, ma non ci sono molte occasioni per utilizzarlo essendo sempre o tra italiani o tra persone che parlano inglese....sto facendo un casino con le tre lingue che neanche immaginate...comuqnue devo veramente cominciare a studiarlo perche' mi sento veramente un'imbranata!

Avrei tante altre cose da raccontarvi, ma adesso ho lezione e devo anche fare i compiti per casa!!! Aiuto!!!

Per tutti quelli che si preoccupano per me e che mi chiedono di scrivergli, abbiate pazienza...sono veramente impegnatissima e soprattutto sprovvista di connessione...ma vi voglio bene e vi penso!!

E salutatemi Burlamacco, mi manca tanto anche lui...sto cercando di far capire a tutti qua quanto sia fantastico il carnevale ma non mi credono...

Beijinhos!!!

Panico

Mi è preso il panico...la camera in centro l'ho vista improvvisamente piccolissima, opprimente, l'atmosfera della casa angosciante perchè non parlo portoghese....sono fuggita, ho preso casa fuori dal centro, una stanza più grande, nella casa c'è anche un ragazzo italiano...ho scelto la sicurezza e mi sento una vigliacca...ero stata tanto brava fino ad adesso, mi sentivo fiera di me. E adesso mi sento uno schifo.
Non posso ancora andare nella casa nuova perchè non ho trovato da comprare le coperte, quindi domani me ne vado all' Ikea. Ma così adesso sono ancora all'ostello, completamente sola...
Ho paura. Mi sento dentro una cosa troppo più grande di me, ho voglia di piangere, di scappare.
Continuo a dirmi che devo essere forte, ma adesso sembra così difficile.

Inizia todo



(Miradour dal parco poco sopra casa mia)

Ho trovato casa! Alla fine ho preso quella in centro. E' piccola, con pochi mobili...ma la zona vale tutto!
Da domani dovrei andare li'...sono emozionata, ma di un emozione veramente troppo strana.
Triste.
Non vi so spiegare il motivo, sono contenta della casa, davvero! Ma sento che adesso comincia tutto. Dovrò imparare al più presto a parlare portugues perchè senno' non posso falar con i coinquilini che parlano solo quello, mi troverò per la prima volta sola nella mia camera, la prima volta sarà anche sicuramente troppo spoglia. Piangerò, lo so.
Perchè entro nel vivo di questa avventura. Fino ad adesso è stato un gioco, anche un po' stressante perchè cercare casa è dura, ho conosciuto tante persone senza alcuna fatica perchè condividevamo la stanza dell'ostello, ma adesso è tutto su di me.
So già che me la caverò perchè fino ad adesso sono riuscita a stupirmi: arrivata qua da sola, mai stata in una grande città, scesa dall'aereo, arrivata in ostello, girato per le strade, trovato le università, viaggiato in metro per la prima volta...cosa può fermarmi adesso?
Da lunedì ricomincia il corso di portoghese ed è veramente tosto! C'è da studiare davvero! Ma mi dà la possibilità di conoscere tanta gente (quasi tutte italiane però) e di imparare una lingua che è meravigliosa!!!
Il problema adesso è solo la tesi e la registrazione alla mia università. Lunedì dovrò un po' litigarci mi sa.
Via, ci risentiamo!
Tà bem?

La casa

Ragazzi forse ho trovato casa...mi sto collegando da casa di Giovanni e ho appena visto una stanzina, piccola, con pochi mobili, ma in una casetta cosi intima che mi ha affascinato...e la zona....oh mio dio! In pieno centro, con vista sulla citta dalla terrazza sul tetto...intorno zone pedonali e parchi e miradoures...sono indecisa perche e piccola ma posso anche stare un mese e poi cambiare...
Presto via aggiorno!

p.s. Gli accenti metteteli voi che non li trovo :)

Sono viva

Ragazzi sono di fretta....qua tutto ben...cioe' insomma.
Ho ancora un bel po' di tosse e sono senza voce. Non riesco a trovar casa e non ho molto tempo perche' oggi mi inizia il corso di portoghese. Non posso accedere a internet per trovare annunci perche' in facolta' non mi vogliono registrare prima del 12 febbraio quindi non posso avere nè un account nè una tessera per la mensa. Insomma e' un casino, ma per il resto sto conoscendo gia' un mucchio di persone, vado in giro con 3 ragazze, una ceca, una ungherese e una francese alla ricerca di case e ho incontrato Giovanni e Andrea, due italiani che sono qua da mesi, che ci hanno datto veramente un aiuto enorme per ambientarci. Grazie ragazzi!!!
A presto...spero di riuscire a scrivere di nuovo dalla mia nuova casetta.
Ate' breve!!!

Aggiornamento: sto scroccando di nuovo in ostello. Qua tutto benissimo, finalmente domani ho un bel po' di case da visitare...questo grazie a due dolcissimi italiani, Sabrina e Andrea che mi hanno aiutato a chiamare...
E' incredibile, nessuno può capire fino a che non ci si trova cosa sia l'Erasmus: e non parlo del divertimento o delle feste, parlo di quel senso di comunanza e solidarietà che si instaura tra tutti i ragazzi, di tutti i paesi, che si intendono tramite inglese e gesti, e tra noi italiani. Son sicura che se fossimo in Italia non sarebbe lo stesso...qua siamo tutti nella stessa barca e viene veramente naturale aiutare chi è qui anche solo da un giorno meno di noi.
Beijinhos.

Wireless

Sono in ostello e sto scroccando una connessione internet non protetta...ma che belle queste cose!!! Ora sto aspettando che torni la mia attuale coinquilina, una simpaticissima ragazza ungherese che ceniamo insieme con il cibo che lei ha comprato e che vuole dividire...che dolce!! Io ci posso mettere solo una stecca di cioccolato fondente..vabbè, domani cercherò di rifarmi.

Ci siamo

Mancano 12 ore alla partenza.
Sono pronta.
Senza voce, ma pronta e tranquilla per l'inizio di questa fantastica avventura.
Atè breve!
[...]

You are accepted at IST




Mi ero dimenticata di dirvi che al mio ritorno dalle vacanze ho trovato questa email:



Dear Student,
You are accepted at IST. Your learning agreement is already duly signed by the Professor responsible here at IST.
The lesson will begin on 11th September.

Best regards



Che dire, è fatta! Vado a Lisbona! Dopo tante trafile ancora non mi sembra vero e forse è per questo che l'emozione non mi ha ancora coinvolto dopo l'arrivo di questa tranquilizzante lettera..
Mi sembra ancora così lontano il giorno della partenza, ancora così vacui gli impegni che comporterà, il dolore della lontananza, la solitudine dei primi giorni e l'entusiasmo delle nuove amicizie.
Vivo ancora nel sogno, non so come sarà il risveglio..

Che giornata...



Sono stanchissima...è stata una giornata estenuante quanto inutile. Sono andata a Pisa, il treno aveva 55 minuti di ritardo (ma se parte da La... [...]

Happiness




(Una delle foto finaliste del World Press Photo 2005)


Ce l'ho... [...]