Electracity

Poteva succedere qualsiasi cosa, in quell'istante. Davvero ci sono momenti in cui l'onnipresente e logica rete delle sequenze causali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, e scende in platea, mescolandosi tra il pubblico, per lasciare che sul palco, sotto le luci di una libertà  vertiginosa e improvvisa, una mano invisibile peschi nell'infinito grembo del possibile e tra milioni di cose, una sola ne lasci accadere.

Ensaio sobre a Cegueira

 

1160313514_mbs49i_650
 

 

Ho finalmente letto un libro di Josè Saramago, Cecità e ho visto anche il film che ne è stato tratto, Blindess, in tutto e per tutto fedele al libro anche se in alcune parti addolcito.

La storia è quella di un luogo sconosciuto in cui personaggi dai nomi sconosciuti vengono colpiti improvvisamente da una cecità improvvisa, bianca, nel senso che vedono tutto bianco e, soprattutto, contagiosa. In breve tempo si sparge l’epidemia e i primi infetti vengono rinchiusi dal governo in una struttura che faccia le veci di una quarantena. Questi personaggi, tra cui un medico, un ladro di auto, una ragazza con gli occhiali scuri e un uomo con una benda su un occhio, vengono però ben presto abbandonati a loro stessi e alle loro pulsioni più primordiali. Tutto questo viene raccontato dal punto di vista, nel vero senso della parola, della moglie del medico che è l’unica a non essere contagiata, ma che finge per rimanere accanto al suo uomo.

Il libro, ambientato in un paese generico proprio perché universale, è una metafora del nostro mondo in cui, pur vedendo, in realtà siamo cechi, e questa cecità si manifesta nella mancanza di valori, di moralità e pure di senso del pudore che, come persone sicure di non essere mai viste, sta scomparendo dalla nostra società.

Lo stile letterario di Saramago è famoso in tutto il mondo e, personalmente spiazzante solo nelle prime pagine, perché dopo poco ci si accorge che il suo scrivere con una punteggiatura tutta sua e senza il virgolettato dei dialoghi, in realtà riflette il nostro modo di pensare e, di conseguenza, di leggere e si rivela quindi scorrevolissimo.

Un libro che consiglio così come il film, anche se ricalca forse in modo troppo puntuale il romanzo.

 

 

Francesco Zizola

immagine_611 

Ieri pomeriggio ho avuto l'onore di stringere la mano ad un fotografo di fama internazionale e dall'enorme bravura e umanità come Francesco Zizola, che ha inaugurato ieri una mostra a Palazzo Lanfranchi (Pisa) dal titolo “La guerra in corpo”.

Inoltre la sera stessa, in occasione della consegna del premio "Pisa per la fotografia", ha parlato per più di un'ora commentato e cercando di raccontare le sue foto, frutto di quasi 20 anni di lavoro in Africa, Asia e Europa per documentare la condizione dell'infanzia, senza facili drammatizzazioni. 

E' un esempio da imitare, un sogno per me che amo sempre più la fotografia, una persona che ti fa capire come non sia questo un mero gioco di estetismi fotografici, ma un vero e proprio giornalismo, forse più forte di 1000 parole.

Ecco alcuni suoi capolavori.

colombiaviolenza_446_01 

042_600

francesco_zizola_mare_d_aral_khodjely_city_uzbekistan_1997_medium_400

guerra_in_corpo_800 

 

Eternal sunshine of the spotless mind

eternalsunshine2_400_01

Pensieri sparsi, per il giorno di San Valentino 2004. Oggi è una festa inventata dai fabbricanti di cartoline d'auguri per fare sentire di merda le persone.Non sono andato al lavoro oggi, ho preso il treno per Montouk, non so perché, non sono un tipo impulsivo. Forse mi sono svegliato solo un po' depresso. Devo far riparare la macchina. Ciao Cindy, sono Joel, Joel, non mi sento molto bene stamattina, no, intossicazione alimentare credo.Che schifo di freddo su questa spiaggia Montouk a Febbraio, geniale Joel! Pagina strappata. Non mi ricordo d'averlo fatto, sembra la prima cosa che ci scrivo sopra da due anni la sabbia è sopravvalutata sono solo sassi minuscoli. Se riuscissi a incontrare qualcun altra? Le probabilità che questo succeda sono sempre di meno visto che non sono capace di stabilire un contatto visivo con una donna che non conosco. Forse dovrei tornare con Naomi lei era carina, era bello che fosse carina, lei mi amava.

Questo è l'incipit di uno dei più bei film che abbia mai visto, Eternal sunshine of the spotless mind (titolo italiano Se mi lasci ti cancello, mai titolo fu meno appropriato). Vederlo in questo periodo mi è sembrato quasi scontato, o forse volevo solo mettermi alla prova per vedere se ha davvero un senso l'ipotesi che si formula nel film.

La storia è quella di Joel e Clementine, una coppia che si è appena lasciata. Lei decide di farsi cancellare tutti i ricordi in qualche modo legati a lui, di non conoscerlo più. Quando Joel lo scopre, decide di sottoporsi allo stesso trattamento, ma durante la procedura, mentre vaga a ritroso nei ricordi della loro relazione, cambia idea e cerca di mettere in salvo quei ricordi nella sua mente..

E' un film difficile, perchè caotico e onirico, ma è proprio questo, insieme alla splendida fotografia, che secondo me affascina. Per quanto riguarda la trama, che dire, potrei anche essere d'accordo. In fondo quando una storia finisce, non resta nulla tra le mani. Ma sono anche dell'idea che bisogna imparare dai propri errori e senza le nostre storie passate ci troveremmo ogni volta nella situazione di due adolescenti che si interfacciano al mondo dell'amore per la prima volta. Servono quindi i momenti bui della vita, per ricominciare più forti di prima.


How happy is the blameless vestal's lot!
The world forgetting, by the world forgot.
Eternal sunshine of the spotless mind!
Each pray'r accepted, and each wish resign'd.

Alexander Pope

 

Piangi Roma

 

Piangi Roma
Mi manchi tu, la fantasia,
il cinema, l’estate indiana,
mi servi tu, un brivido,
il ghiaccio nel, campari soda.

Fumo un’altra sigaretta,
perché è facile buttarsi via,
respiro e scrivo,
tutto quello che mi manca
è un’assurda specie di preghiera,
che sembra quasi amore…

Piangi Roma, muori amore,
splendi sole, da far male.
ho già fatto le valigie,
ma rimango ad aspettare.

Ridi Roma, ridi amore,
dice il telegiornale,
che la fine si avvicina,
io m’invento un gran finale.

Mi manchi tu, la libertà,
tanti LP, Battisti e Mina,
mi servi tu, la malattia,
che spazza via, la razza umana.

Chiudo con le sigarette,
un ragazzo in strada scappa via,
e metto in lista
tutto quello che mi manca,
e mi sembra quasi una preghiera,
oppure folle amore.

Piangi Roma, muori amore,
tutto il bene che so dare,
come il sasso e la fontana,
si consuma, si consuma.

Ridi Roma, godi amore,
nonostante il temporale,
metto i panni ad asciugare,
piangi Roma, ti fa bene…

 

I Baustelle hanno composto e registrato un pezzo per il film “Giulia non esce la sera” di Giuseppe Piccioni. La canzone è Piangi Roma ed è un chiaro omaggio della band e di Valeria Golino, protagonista del film e cantante (per la prima volta!) nel brano, a Roma, al cinema, a un’Italia che c’era e che forse adesso non c’è più. Uno struggimento, una preghiera. O magari soltanto il sentimento folle di chi si incammina a testa alta verso la Fine, per poi ripartire da zero. Molte immagini del testo evocano un’apocalisse imminente, un nuovo Diluvio Universale, ma allo stesso tempo la forza e il coraggio dell’Uomo nel cercare di superare il Dolore, spingendosi verso il non-umano. 

La canzone è arricchita dai bellissimi cori di Rachele Bastreghi, dalle chitarre beatlesiane di Claudio Brasini, e da un’intera, morriconiana orchestra di archi e fiati. “Piangi Roma” sarà distribuito come singolo attraverso iTunes e altri canali digitali, e sarà incluso nel cd della colonna sonora originale del film “Giulia non esce la sera”, edito da Rhino-Warner Chapell / Warner Music e in vendita in tutti i negozi di dischi a fine aprile.

www.musicroom.it

Vieni a ballare in Puglia

di Caparezza

 

I delfini vanno a ballare sulle spiagge. Gli elefanti vanno a ballare in cimiteri sconosciuti. Le nuvole vanno a ballare all'orizzonte. I treni vanno a ballare nei musei a pagamento. E tu, dove vai a ballare?

Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia. Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru, perché può capitare che si stacchi e venga giù.

Ehi turista, so che tu resti in questo posto italico. Attento, tu passi il valico ma questa terra ti manda al manicomio. Mare Adriatico e Ionio, vuoi respirare lo iodio ma qui nel golfo c'è puzza di zolfo, che sta arrivando il demonio. Abbronzatura da paura con la diossina dell'ILVA, qua ti vengono poi più rossi di Milva e dopo assomigli alla Pimpa. Nella zona spacciano la moria più buona: c'è chi ha fumato veleni all'ENI, chi ha lavorato ed è andato in coma; fuma persino il Gargano, con tutte quelle foreste accese. Turista tu balli e tu canti, io conto i defunti di questo Paese, dove quei furbi che fanno le imprese, no, non badano a spese; pensano che il protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese.

Rit.:
Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia, tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più. Vieni a ballare e grattati le palle pure tu, che devi ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia. Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru perché può capitare che si stacchi e venga giù.

È vero, qui si fa festa, ma la gente è depressa e scarica: ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica. Tra un palo che cade ed un tubo che scoppia, in quella bolgia si accoppa chi sgobba; e chi non sgobba si compra la roba e si sfonda, finché non ingombra la tomba. Vieni a ballare, compare, nei campi di pomodori, dove la mafia schiavizza i lavoratori, e se ti ribelli vai fuori. Rumeni ammassati nei bugigattoli come pelati in barattoli. Costretti a subire i ricatti di uomini grandi ma come coriandoli. Turista tu resta coi sandali, non fare scandali se siamo ingrati e ci siamo dimenticati d'essere figli di emigrati. Mortificàti, non ti rovineremo la gita. Su, passa dalla Puglia, passa a miglior vita.

Rit.:
Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia buia, tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più. Vieni a ballare e grattati le palle pure tu, che devi ballare in Puglia Puglia dove ti aspetta il boia boia boia. Agli angoli delle strade spade più di re Artù, si apre la voragine e vai dritto a Belzebù.

O Puglia Puglia mia tu Puglia mia, ti porto sempre nel cuore quando vado via. E subito penso che potrei morire senza te. E subito penso che potrei morire anche con te.

 

Così che quando cantate possiate anche capire...

I love Roma

Uno splendido weekend con l'amica con la A maiuscola, scoprire come il tempo passi ma noi siamo sempre noi...

Una città che definire splendida è poco, aggiunta alla sorpresa di trovare la sua vita notturna spumeggiante.

Amici nuovi, inaspettati e indimenticabili, che spero di rivedere presto.

E tante tante foto, per ricordare, per non pensare, per affinare una passione che so per certo non mi lascerà mai.

E i rimpianti che piano piano scompaiono come è giusto che sia.