Poteva succedere qualsiasi cosa, in quell'istante. Davvero ci sono momenti in cui l'onnipresente e logica rete delle sequenze causali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, e scende in platea, mescolandosi tra il pubblico, per lasciare che sul palco, sotto le luci di una libertà vertiginosa e improvvisa, una mano invisibile peschi nell'infinito grembo del possibile e tra milioni di cose, una sola ne lasci accadere.
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Electra
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venerdì, 26 settembre 08 23:00
Perdição
Riguardo alla stupenda voce che canta al Tejo Bar nel video che vi ho segnalato qua, non sono riuscita a trovare informazioni sulla cantante, ma almeno so di chi è la canzone! E' di Amalia Rodriguez, la più grande cantante di fado portoghese e il testo è meraviglioso e denso di sgnificati, almeno per me. Ho deciso di tentare una timida traduzione, nonostante il mio portoghese arrugginito. Fado perdição Este amor não é um rio
Tentei esquecer os teus olhos
Este amor não é um rio giovedì, 25 settembre 08 23:11
Un capolavoro di architetturaDopo tanto tempo mi sono messa ad aggiustare una piccola parte delle foto di quest'estate a Bilbao (e Montpellier e Nimes e Avignone e San Sebastian). Ci ho messo tanto perchè è una di quelle occasioni in cui le foto non rendono per nulla giustizia alla bellezza di alcuni posti. Comunque intanto ecco qua alcune immagini di un edificio ormai emblema di Bilbao, che in realtà è stato solo l'inizio, lo stimolo per un rinnovamento che ha trasformato una città portuale e insulsa in una vibrante capitale della modernità europea. Senza per questo snaturare quello che di antico e affascinante c'è. Un esempio da seguire, anche per molte città italiane che secondo me dovrebbero svecchiarsi un po'. Ecco il Guggenheim, un museo che è più famoso come involucro che per il contenuto (niente di eccezionale rispetto ad altri musei spagnoli) ma che è l'emblema di un' architettura che può diventare parte di una città, senza seguirne lo stile, ma inventandone uno nuovo. Il rivestimento in titanio è indescrivibile, anche perchè cambia ad ogni variare di luce, al minimo spostarsi di una nuvola. Irresistibile, tanto di cappello all'architetto Frank O. Gehry, ma perchè ci scordiamo sempre degli ingegneri che hanno fatto in modo che un'opera del genere pota stare in piedi e non solo sulla carta? Io guardavo la sua forma, i suoi pilastri inestistenti o contorti e pensavo: come cavolo l'avranno calcolato???
mercoledì, 24 settembre 08 22:51
Tejo bar
Probabilmente vi ho già parlato del Tejo Bar.. Le serate a Lisbona, anche le più usuali, diventavano speciali se consumavamo la notte al Tejo Bar, in piena Alfama. Perchè lì ogni sera era inaspettata e diversa, dipendeva da chi prendeva in mano la chitarra o il violino che si trovavano sulle panche, ed era sempre imprevedibile quale canzone, in quale lingua e in quante persone ti trovavi a cantare. E', per me, probabilmente il posto più bello e indimenticabile di Lisbona. Su Youtube trovate tanti filmati del Tejo Bar e anche un documentario. Spesso i ricordi mi hanno portato lì, come stasera. Ma mai mi sarei aspettata di trovare un filmato con Manè che racconta la sua vita alla TV! P.S. Sempre tra i tanti video girati al Tejo Bar, mi sono innamorata della voce di Lizzie..
martedì, 23 settembre 08 22:15
W lo spagnoloIl 6 di ottobre inizio il corso di fotografia! Non vedo l'ora...ma le mie passioni non si fermano (nonostante nn esca mai prima dell 6e30 dal lavoro) e stavo pensando di iscrivermi a un corso di spagnolo per adulti, serale, che avrebbe pure un costo irrisorio!! O paura di non riuscire a fare tutto, ma sono anche tentata di imparare una nuova lingua e in più avere tanti interessi. Indecisa.
venerdì, 12 settembre 08 22:30
LivrosHo due libri da consigliarvi, letti quest'estate...sono stati grandi successi di critica e pubblico, quindi probabilmente non sono titoli a voi nuovi:
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| « Tutto a Lisbona trasmette saudade, e ancor di più questa spianata di fronte al vuoto, e stando qui, aspirando la brezza che increspa il Tago, cioè il Tejo, si intuisce vagamente cosa sia questa inesplicabile sensazione di rimpianto, di mancanza, e al tempo stesso desiderio di raggiungere l'inaccessibile, malinconico bisogno di utopia che è poi l'orizzonte stesso, un sentimento che i trovatori medievali chiamarono saudade e da allora in nessuna lingua si è trovato un termine appropriato per tradurlo. » | |
| (Pino Cacucci) |
Saudade è un termine che deriva dalla cultura lusitana, prima portoghese e poi brasiliana, che indica una forma di melanconia, un sentimento affine alla nostalgia. Etimologicamente, deriva dal latinosolitáte, solitudine, isolamento.
In alcune accezioni la saudade è una specie di ricordo nostalgico, affettivo di un bene speciale che è assente, accompagnato da un desiderio di riviverlo o di possederlo. In molti casi una dimensione quasi mistica, come accettazione del passato e fede nel futuro.
In lingua portoghese, a differenza di altre lingue romanze, la parola è l'unica utilizzata per designare tutte le varianti di questo sentimento. In tal senso è spesso considerata intraducibile in altre lingue [1]. Saudade può essere comunque tradotta, approssimativamente, anche come struggimento, tristezza di un ricordo felice.
L'uso del termine ha probabilmente origine all'epoca del colonialismo portoghese, quando iniziò ad essere usata per definire la solitudine dei portoghesi in una terra estranea, lontani dai loro cari.
Si può avere saudade di molte cose :