Electracity

Poteva succedere qualsiasi cosa, in quell'istante. Davvero ci sono momenti in cui l'onnipresente e logica rete delle sequenze causali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, e scende in platea, mescolandosi tra il pubblico, per lasciare che sul palco, sotto le luci di una libertà  vertiginosa e improvvisa, una mano invisibile peschi nell'infinito grembo del possibile e tra milioni di cose, una sola ne lasci accadere.

Perdição

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Riguardo alla stupenda voce che canta al Tejo Bar nel video che vi ho segnalato qua, non sono riuscita a trovare informazioni sulla cantante, ma almeno so di chi è la canzone! E' di Amalia Rodriguez, la più grande cantante di fado portoghese e il testo è meraviglioso e denso di sgnificati, almeno per me. Ho deciso di tentare una timida traduzione, nonostante il mio portoghese arrugginito.

Fado perdição

Este amor não é um rio
questo amore non è un fiume
Tem a vastidão do mar
ha la vastità del mare
A dança verde das ondas
la danza verde delle onde
Soluça no meu olhar
singhiozza nel mio guardare


Tentei esquecer as palavras
Tentai di scordarmi le parole
Nunca ditas entre nós
Mai dette tra noi
Mas pairam sobre o silencio
ma librano sopra il silenzio
Nas margens da nossa voz
nelle rive della nostra voce

Tentei esquecer os teus olhos
tentai di dimenticare i tuoi occhi
Que não sabem ler nos meus
che non sanno leggere nei miei
Mas neles nasce a alvorada
ma in essi nasce l'alba
Que amanhece a terra e os céus
che orna la terra e i cieli


Tentei esquecer o teu nomen
tentai di dimenticare il tuo nome
Arrancá-lo ao pensamento
strapparlo al pensiero
Mas regressa a todo o instante
ma torna ogni momento
intrelaçado no vento
intessuto nel vento


Tentei ver a minha imagem
tentai di vedere la mia immagine
Mas foi a tua que vi
ma fu la tua che vidi
No meu espelho, porque trago
nel mio specchio, perchè porto

Os olhos rasos de ti
gli occhi pieni di te


Este amor não é um rio
questo amore non è un fiume
Tem abismos como o mar
possiede abissi come il mare
E o manto negro das ondas
e il mantello nero delle onde
Cobre-me de negro o olhar
mi copre di nero lo sguardo

Este amor não é um rio
questo amore non è un fiume
Tem a vastidão do mar
ha la vastità del mare

Un capolavoro di architettura

Dopo tanto tempo mi sono messa ad aggiustare una piccola parte delle foto di quest'estate a Bilbao (e Montpellier e Nimes e Avignone e San Sebastian). Ci ho messo tanto perchè è una di quelle occasioni in cui le foto non rendono per nulla giustizia alla bellezza di alcuni posti.

Comunque intanto ecco qua alcune immagini di un edificio ormai emblema di Bilbao, che in realtà è stato solo l'inizio, lo stimolo per un rinnovamento che ha trasformato una città portuale e insulsa in una vibrante capitale della modernità europea. Senza per questo snaturare quello che di antico e affascinante c'è.

Un esempio da seguire, anche per molte città italiane che secondo me dovrebbero svecchiarsi un po'.

Ecco il Guggenheim, un museo che è più famoso come involucro che per il contenuto (niente di eccezionale rispetto ad altri musei spagnoli) ma che è l'emblema di un' architettura che può diventare parte di una città, senza seguirne lo stile, ma inventandone uno nuovo. Il rivestimento in titanio è indescrivibile, anche perchè cambia ad ogni variare di luce, al minimo spostarsi di una nuvola. Irresistibile, tanto di cappello all'architetto Frank O. Gehry, ma perchè ci scordiamo sempre degli ingegneri che hanno fatto in modo che un'opera del genere pota stare in piedi e non solo sulla carta? Io guardavo la sua forma, i suoi pilastri inestistenti o contorti e pensavo: come cavolo l'avranno calcolato???

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Tejo bar

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Probabilmente vi ho già parlato del Tejo Bar..

Le serate a Lisbona, anche le più usuali, diventavano speciali se consumavamo la notte al Tejo Bar, in piena Alfama. Perchè lì ogni sera era inaspettata e diversa, dipendeva da chi prendeva in mano la chitarra o il violino che si trovavano sulle panche, ed era sempre imprevedibile quale canzone, in quale lingua e in quante persone ti trovavi a cantare.

E', per me, probabilmente il posto più bello e indimenticabile di Lisbona.

Su Youtube trovate tanti filmati del Tejo Bar e anche un documentario. Spesso i ricordi mi hanno portato lì, come stasera.

Ma mai mi sarei aspettata di trovare un filmato con Manè che racconta la sua vita alla TV!

P.S. Sempre tra i tanti video girati al Tejo Bar, mi sono innamorata della voce di Lizzie..

 

W lo spagnolo

Il 6 di ottobre inizio il corso di fotografia! Non vedo l'ora...ma le mie passioni non si fermano (nonostante nn esca mai prima dell 6e30 dal lavoro) e stavo pensando di iscrivermi a un corso di spagnolo per adulti, serale, che avrebbe pure un costo irrisorio!! O paura di non riuscire a fare tutto, ma sono anche tentata di imparare una nuova lingua e in più avere tanti interessi.

Indecisa.

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Livros

Ho due libri da consigliarvi, letti quest'estate...sono stati grandi successi di critica e pubblico, quindi probabilmente non sono titoli a voi nuovi:

 

La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano

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e

L'eleganza del riccio di Muriel Barbery

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Li consiglio perchè parlano di persone speciali, diverse, quasi inadatte, secondo i moderni canoni, alla società. Persone che non si omologano, che non fanno di tutto per essere accettati, per fare i simpatici, per essere socievoli. Sono loro e basta. Chi l'ha detto che bisogna sempre voler stare tra la gente? Chi ci obbliga a mettere da parte le nostre individualità per essere come gli altri?

Il primo l'ho finito stasera e l'ho letto in 3 sere: vincitore del premio strega, l'ha scritto un ragazzo che ha due anni meno di me e fa il ricercatore all' Università. Ma sa cosa vuol dire scrivere.

Il secondo l'ho letto quest'estate troppo in fretta, non è un libro da spiaggia. Ha bisogno di tempo per essere assimilato, quindi lo rileggerò prima o poi. Ma la portinaia che finge di essere ignorante e leggei filosofi di nascosto non me la dimenticherò.

E giunse il giorno

Ancora a parlare di fotografia, sembra proprio che sia il mio unico interesse extra-lavorativo..forse un po' è vero, ma lo è anche che la vita da lavoratrice pendolare porta via tanto tempo e se si tolgono le chiacchere e le imitazioni stupide dei 3 di RDS la mattina e i buffi ma interessanti servizi di quelli di Caterpillar su RADIO2 al rientro, le mie ore le passerei solo davanti al pc a progettare. Ma per fortuna esiste la sera, dove rilassarmi e scoprire interessantissimi corsi di fotografia che si svolgono proprio a Lucca, vicino a dove lavoro! Alleluia, vado a informarmi (il costo è fattibile) e scopro che i posti sono quasi esauriti, iscritta n° 26 su 30, subito prima del sedicenne sbarbato e chissà dopo quanto la sessantenne...oddio, speriamo bene. Ma era tanto che volevo fare un corso per migliorare l'aspetto tecnico delle mie foto, ora che non mi scollo più dalla mia reflex e poi mi allettano le uscite in gruppo con un insegnante di fotografia, i progetti da svolgere...sarà stimolante.

E così i lunedì sera di quest'inverno mi troverete al centro Agorà, giusto dietro piazza del Duomo,in questa meravigliosa (anche se un po' troppo chiusa) città.

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Wildlife Photographer of the Year

 Domenica sono stata a Lucca a questa splendida mostra di fotografia

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"Wildlife Photographer of the Year"

 

Con la particolare cornice di Plazzo Guinigi, questa serie di affascinanti foto naturalistiche mi ha lasciato piacevolmente sorpresa, livello altissimo per questo "aperitivo" alla mostra di fotografia che tutti gli anni mi vede in prima fila, il World Press Photo. Lucca si colloca al primo posto in Versilia per la fotografia, ecco perchè credo proprio che investirò una buona parte del mio stipendio in un corso di fotografia digitale, promosso dalla stessa associazione. Per arriva un giorno a fare foto così...

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E’ facile presumere che queste fotografie rimangano impresse negli occhi e nella mente… E’ accaduto a me. Mi ritorna spesso negli occhi e nel cuore l’immagine dell’orso polare che si aggrappa allo spezzone di ghiaccio che si sta inesorabilmente sciogliendo. E’ il grido ultimo, ma non rassegnato, di quanti desiderano dar voce con urgente disperazione alla Terra…”

Jim Brandenburg - Fotografo Naturalista

 

Una fotografa che stimo

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Ho trovato il blog di una ragazza (donna? con quell'esperienza e avendo cominciato a 22 anni non può essere così giovane come sembra dai suoi autoscatti!) che per la prima volta mi ha fatto invidiare il lavoro di qualcun'altro. Se ci penso mi piace la strada che ho intrapreso, mi è piaicuto studiare ingegneria civile e spero di crescere in questo campo. Non ci sono molti altri mestieri in cui mi immagino in un'altra vita (magari l'architetto, in ogni caso molto simile a quello che faccio adesso. Forse per vedermi dall'altra parte della "barricata") o almeno niente per cui mi senta portata (penso sarei negata come pubblicitaria, designer o giornalista).

Però, cavolo, questa fa la FOTOGRAFA e la pagano per questo. Sperimenta, ha idee geniali, molte realizzate con l'autoscatto e attrezzature modeste. Male che vada deve fotografare le piscine di un grande albergo per il suo sito, guadagnandosi da vivere mentre sperimenta nuove cose per il tuo book.

Non che sia un mestiere facile per viverci, per carità.

Ma un po' la invidio.

Ah, il link: saralando

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A sétima palavra mais difícil do mundo para se traduzir

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Saudade

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.



« Tutto a Lisbona trasmette saudade, e ancor di più questa spianata di fronte al vuoto, e stando qui, aspirando la brezza che increspa il Tago, cioè il Tejo, si intuisce vagamente cosa sia questa inesplicabile sensazione di rimpianto, di mancanza, e al tempo stesso desiderio di raggiungere l'inaccessibile, malinconico bisogno di utopia che è poi l'orizzonte stesso, un sentimento che i trovatori medievali chiamarono saudade e da allora in nessuna lingua si è trovato un termine appropriato per tradurlo. »

(Pino Cacucci)

Saudade è un termine che deriva dalla cultura lusitana, prima portoghese e poi brasiliana, che indica una forma di melanconia, un sentimento affine alla nostalgia. Etimologicamente, deriva dal latinosolitáte, solitudine, isolamento.

In alcune accezioni la saudade è una specie di ricordo nostalgico, affettivo di un bene speciale che è assente, accompagnato da un desiderio di riviverlo o di possederlo. In molti casi una dimensione quasi mistica, come accettazione del passato e fede nel futuro.

In lingua portoghese, a differenza di altre lingue romanze, la parola è l'unica utilizzata per designare tutte le varianti di questo sentimento. In tal senso è spesso considerata intraducibile in altre lingue [1]. Saudade può essere comunque tradotta, approssimativamente, anche come struggimento, tristezza di un ricordo felice.

L'uso del termine ha probabilmente origine all'epoca del colonialismo portoghese, quando iniziò ad essere usata per definire la solitudine dei portoghesi in una terra estranea, lontani dai loro cari.

Si può avere saudade di molte cose :

  • di qualcuno che non c'è più,
  • di qualcuno che amiamo e che è lontano o è assente,
  • di un caro amico,
  • di qualcuno o qualcosa che non si vede da tantissimo tempo,
  • di qualcuno con cui non parliamo da molto tempo,
  • di un luogo caro (la patria, il proprio paese, la propria casa),
  • di un cibo,
  • di situazioni,
  • di un amore.



Ed è un casino quando si comincia a usare Facebook.