Poteva succedere qualsiasi cosa, in quell'istante. Davvero ci sono momenti in cui l'onnipresente e logica rete delle sequenze causali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, e scende in platea, mescolandosi tra il pubblico, per lasciare che sul palco, sotto le luci di una libertà vertiginosa e improvvisa, una mano invisibile peschi nell'infinito grembo del possibile e tra milioni di cose, una sola ne lasci accadere.
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Electra
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I libri che porterei su un'isola deserta
Aldous Huxley – Il mondo nuovo Statistiche
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mercoledì, 27 febbraio 08 16:39
Mille splendidi libriQuesti giorni di libertà rincorrendo colloqui e distribuendo curriculum mi hanno concesso uno dei più grandi privilegi del mondo d'oggi: molto tempo per leggere. Due libri in particolare hanno occupato le mie notti (leggere a letto, sotto le coperte, è ancora il mio momento preferito), due libri a lungo decantati dalla critica e dalle classifiche di vendite, finiti in realtà per caso tra le mie mani, perchè sono sempre sospettosa dei romanzi che piacciono troppo. Penso che vadano letti uno di seguito all'altro "Il cacciatore di aquiloni" e "Mille splendidi soli" di Khaled Hosseini, anche se il secondo, secondo me, mette in risalto il grosso difetto del primo, un finale troppo cinematografico. Questi due libri infatti si completano, sia nella rappresentazione temporale degli ultimi 30 anni di guerre dell' Afghanistan, che nei personaggi: mentre quelli del primo sono quasi esclusivamente maschili, i secondi sono splendidamente femminili. Non sono molto brava nel recensire libri, perchè tante cose che si dicono e che si leggono nei retro di copertina, sono vere solo in parte. Ogni lettore si fa un idea diversa di un testo, viene colpito da un aspetto, magari marginale, che non colpisce un altro. Ne "Il cacciatore di aquiloni", nel mio caso, è stata la cultura afgana (di natura aperta) ad affascinarmi; i rituali, la sacralità di alcuni gesti, come nella scena del padre che va a chiedere in sposa una ragazza per il figlio. In quel gesto non ho visto qualcosa di ingiusto, ma di toccante. Ne "Mille splendidi soli" è indimenticabile la poesia di alcune citazioni di autori, sempre afgani, da noi sconosciuti; la forza delle donne che a volte si manifesta nella sopportazione, a volte nella ribellione; ma soprattutto un sogno di rinascita che ancora non c'è. Nota: per caso in questi giorni ho visto anche il film "La guerra di Charlie Wilson". Un punto di vista in più, con divertente ironia. martedì, 26 febbraio 08 12:55
mercoledì, 20 febbraio 08 22:02
AlfredoLa storia di Alfredino Rampi è nota un po' a tutti. Per me, figlia di quegli anni '80, resta un pensiero. Erano belli i tempi in cui ancora ci si indignava per un uso televisivo della morte, per una ricerca senza scrupoli della notizia e del primo piano sulla gente in lacrime. "Alfredo" Un pezzetto bello tondo Intanto Dio guardava il Figlio Suo. Scivolo nel fango gelido. E Lui guardava il Figlio Suo. lunedì, 18 febbraio 08 15:48
Parole sante
"E' impossibile godere a fondo l'ozio se non si ha una quantità di lavoro da fare." J. K. Jerome sabato, 16 febbraio 08 15:50
I rimedi della nonna #1
Comincia oggi una nuova rubrica su questo canale: i consigli della nonna! Scrivetemi per diffondere i vecchi rimedi ormai confermati da anni e anni di esperimenti (più o meno riusciti, ricordo ancora la mia amica che comparve a scuola con la pelle arancione per aver provato un nuovo autoabbronzante). Oggi arriva, dalla nostra inviata in Puglia, lo scrub naturale a impatto zero sull'ambiente e soprattutto a costo minimo (studiato apposta per gli studenti e disoccupati come me). "Un po' di zucchero di canna e qualche goccia di acqua tiepida! Strofina, risciacqua e il gioco e' fatto!".
giovedì, 14 febbraio 08 00:57
C'è ancora speranzaE' bello riconoscersi in parole dette da altri. Sentire che quello che avevi sempre detto lo pensa anche qualcuno che intende rappresentarti. E' ancora più emozionante scoprire che su certe posizioni che pensavi inamovibili, c'è qualcos'altro da dire. Anche se non sembra piacevole. E' bello ritrovare la speranza per il tuo paese. Probabilmente vana, perchè alla fine non finirà come speri, ma comunque una speranza. Sì, forse, we can. Stasera mi sono sentita democratica. mercoledì, 13 febbraio 08 01:45
These days
L'attesa. Di un lavoro, o solo di qualche cosa di nuovo. Il carnevale sempre uguale, sempre più diverso. Caos calmo. Il libro. Da leggere in tre giorni e da non dimenticare. Le meravigliose parole incastonate nella sorprendente musica dei Baustelle. La nuova serie di Lost. Tutti i libri di Harry Potter riletti un'altra volta. Tutte le puntate di Nadia riviste dopo tanto tempo. La gola in fiamme. Le parole non dette. Un'altra volta. Da entrambi. La sensazione del tempo che fugge e che mai tornerà. Trallalà. lunedì, 11 febbraio 08 14:49
Se tu mi dimentichi Voglio che tu sappia Pablo Neruda mercoledì, 06 febbraio 08 15:22
Il carnevale del martedì grassoIl corso del martedì qua a Viareggio è sempre un po' speciale. Prima di tutto c'è la diretta Rai, una misera comparsata di un'ora su Rai 3, piccolo barlume dei tempi che furono per la mia città e per il suo dimenticato carnevale. In secondo luogo è un giorno lavorativo e quindi è la sfilata dei viareggini, di quelli che ancora ci tengono, dei carnevalari veri. E' intimo. Il sole ieri mi ha fatto tornare la voglia di fotografare, l' unica arte in cui mi sento un poco padrona, lo stimolo che mi spinge a tornare qua sul mio blog in questi giorni francamente un po' noiosi. Le foto rendono tutto e tutti un po' speciali. Questa volta ho scelto di dedicarmi alle persone, dopo anni e anni di paesaggi. Persone vere, allegre, fantastiche nell'inscenare veri e propri spettacoli davanti ai carri in piazza Mazzini. Dico subito a tutti quelli che si ritrovassero immortalati in queste foto che io li trovo bellissimi, ma nel caso non si sentissero a loro agio, toglierò immediatamente le loro foto, basta dirlo. E adesso....carneval!
domenica, 03 febbraio 08 19:40
Pensieri post-crisiIeri sera nel bel mezzo dei balli carnevaleschi della Darsena mi è caduto il cellulare e qualcuno ha pensato bene di tenerselo. Il messaggio che mi ha mandato me lo ha confermato. Mi fa una rabbia immensa, non per il cellulare in sè, ma per gli innumerevoli ricordi. Messaggi, foto, numeri di Lisbona che non riavrò mai più, pezzi della mia vita che per significavano molto. E poi pensare che qualcuno, non un delinquente, non un professionista, ma una persona come me, come voi, abbia pensato di tenersi un cellulare vecchio di anni mi scoraggia. Mi scoraggia perchè mi conferma che esistono persone (e visto che nessuno si sorprende, sono molte) a cui manca quell'onestà che, penso, salverebbe questo paese. Un paese in cui ormai non mi riconosco più da un po'. |