Electracity

Poteva succedere qualsiasi cosa, in quell'istante. Davvero ci sono momenti in cui l'onnipresente e logica rete delle sequenze causali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, e scende in platea, mescolandosi tra il pubblico, per lasciare che sul palco, sotto le luci di una libertà  vertiginosa e improvvisa, una mano invisibile peschi nell'infinito grembo del possibile e tra milioni di cose, una sola ne lasci accadere.

Mille splendidi libri

Questi giorni di libertà rincorrendo colloqui e distribuendo curriculum mi hanno concesso uno dei più grandi privilegi del mondo d'oggi: molto tempo per leggere.

Due libri in particolare hanno occupato le mie notti (leggere a letto, sotto le coperte, è ancora il mio momento preferito), due libri a lungo decantati dalla critica e dalle classifiche di vendite, finiti in realtà per caso tra le mie mani, perchè sono sempre sospettosa dei romanzi che piacciono troppo.

Penso che vadano letti uno di seguito all'altro "Il cacciatore di aquiloni" e "Mille splendidi soli" di Khaled Hosseini, anche se il secondo, secondo me, mette in risalto il grosso difetto del primo, un finale troppo cinematografico. Questi due libri infatti si completano, sia nella rappresentazione temporale degli ultimi 30 anni di guerre dell' Afghanistan, che nei personaggi: mentre quelli del primo sono quasi esclusivamente maschili, i secondi sono splendidamente femminili.

Non sono molto brava nel recensire libri, perchè tante cose che si dicono e che si leggono nei retro di copertina, sono vere solo in parte. Ogni lettore si fa un idea diversa di un testo, viene colpito da un aspetto, magari marginale, che non colpisce un altro. Ne "Il cacciatore di aquiloni", nel mio caso, è stata la cultura afgana (di natura aperta) ad affascinarmi; i rituali, la sacralità di alcuni gesti, come nella scena del padre che va a chiedere in sposa una ragazza per il figlio. In quel gesto non ho visto qualcosa di ingiusto, ma di toccante. Ne "Mille splendidi soli" è indimenticabile la poesia di alcune citazioni di autori, sempre afgani, da noi sconosciuti; la forza delle donne che a volte si manifesta nella sopportazione, a volte nella ribellione; ma soprattutto un sogno di rinascita che ancora non c'è.

Nota: per caso in questi giorni ho visto anche il film "La guerra di Charlie Wilson". Un punto di vista in più, con divertente ironia.

Scelte di vita

In questi ultimi mesi mi sento un po' così...

 

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Alfredo

La storia di Alfredino Rampi è nota un po' a tutti. Per me, figlia di quegli anni '80, resta un pensiero. Erano belli i tempi in cui ancora ci si indignava per un uso televisivo della morte, per una ricerca senza scrupoli della notizia e del primo piano sulla gente in lacrime.

"Alfredo"
Baustelle 

Un pezzetto bello tondo
Di cielo d’estate
Sta sopra di me.
Non ci credo.
Lo vedo restringersi.
Conto le stelle. Ora.
Sento tutte queste voci.
Tutta questa gente ha già capito che
Ho sbagliato.
Sono scivolato.
Son caduto dentro il buco.
Bravi, son venuti subito.
Son stato stupido.
Ma sono qua gli aiuti.
Quelli dei pompieri.
I carabinieri.

Intanto Dio guardava il Figlio Suo.
E in onda lo mandò.
A Woytila e alla P2.
A tutti lo indicò.
A Cossiga e alla Dc.
A BR e Platini.
A Repubblica e alla Rai.
La morte ricordò.

Scivolo nel fango gelido.
Il cielo è un punto.
Non lo vedo più.
L’Uomo Ragno
Mi ha tirato un polso.
Si è spezzato l’osso. Ora.
Dormo oppure sto sognando,
Perché parlo ma la voce non è mia.
Dico Ave Maria.
Che bimbo stupido.
Piena di grazia.
Mamma.
Padre Nostro.
Con la terra in bocca.
Non respiro.
La tua volontà
Sia fatta.
Non ricordo bene.
Ho paura.
Sei nei cieli.

E Lui guardava il Figlio Suo.
In diretta lo mandò.
A Woytila e alla P2.
A tutti lo mostrò.
A Forlani e alla Dc.
A Pertini e Platini.
A chi mai dentrò di sé
Il Vuoto misurò.

Parole sante

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"E' impossibile godere a fondo l'ozio

se non si ha una quantità di lavoro da fare."

J. K. Jerome

I rimedi della nonna #1

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Comincia oggi una nuova rubrica su questo canale: i consigli della nonna! Scrivetemi per diffondere i vecchi rimedi ormai confermati da anni e anni di esperimenti (più o meno riusciti, ricordo ancora la mia amica che comparve a scuola con la pelle arancione per aver provato un nuovo autoabbronzante). Oggi arriva, dalla nostra inviata in Puglia, lo scrub naturale a impatto zero sull'ambiente e soprattutto a costo minimo (studiato apposta per gli studenti e disoccupati come me). "Un po' di zucchero di canna e qualche goccia di acqua tiepida! Strofina, risciacqua e il gioco e' fatto!".
C'è anche la variante per i più raffinati: "Zucchero e un cucchiaino di miele e qualche goccia di limone!...e così è anche idratante!"
La nostra corrispondente, nonchè promoter, nonchè volto nuovo, nonchè cavia degli esperimenti, nonchè ballerina di danza del ventre (anche se non c'entra nulla), dichiara: "Pelle di seta!!"

 

C'è ancora speranza

E' bello riconoscersi in parole dette da altri.

Sentire che quello che avevi sempre detto lo pensa anche qualcuno che intende rappresentarti.

E' ancora più emozionante scoprire che su certe posizioni che pensavi inamovibili, c'è qualcos'altro da dire. Anche se non sembra piacevole.

E' bello ritrovare la speranza per il tuo paese. Probabilmente vana, perchè alla fine non finirà come speri, ma comunque una speranza.

Sì, forse, we can.

Stasera mi sono sentita democratica. 

These days

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L'attesa. Di un lavoro, o solo di qualche cosa di nuovo.

Il carnevale sempre uguale, sempre più diverso.

Caos calmo. Il libro. Da leggere in tre giorni e da non dimenticare.

Le meravigliose parole incastonate nella sorprendente musica dei Baustelle.

La nuova serie di Lost.

Tutti i libri di Harry Potter riletti un'altra volta.

Tutte le puntate di Nadia riviste dopo tanto tempo.

La gola in fiamme.

Le parole non dette. Un'altra volta. Da entrambi.

La sensazione del tempo che fugge e che mai tornerà. Trallalà.

Se tu mi dimentichi

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Voglio che tu sappia
una cosa.

Tu sai com'è questo:
se guardo
la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l'impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se ciò che esiste,
aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m'attendono.

Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d'amarti a poco a poco.
Se d'improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
ché già ti avrò dimenticata.

Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi alla riva
del cuore in cui affondo le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell'ora,
leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra.

Ma
se ogni giorno,
ogni ora
senti che a me sei destinata
con dolcezza implacabile.
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi, amor mio, ahi mia,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne nè si oblia,
il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
e finché tu vivrai starà tra le tue braccia
senza uscir dalle mie.

Pablo Neruda

Il carnevale del martedì grasso

Il corso del martedì qua a Viareggio è sempre un po' speciale. Prima di tutto c'è la diretta Rai, una misera comparsata di un'ora su Rai 3, piccolo barlume dei tempi che furono per la mia città e per il suo dimenticato carnevale. In secondo luogo è un giorno lavorativo e quindi è la sfilata dei viareggini, di quelli che ancora ci tengono, dei carnevalari veri. E' intimo.

Il sole ieri mi ha fatto tornare la voglia di fotografare, l' unica arte in cui mi sento un poco padrona, lo stimolo che mi spinge a tornare qua sul mio blog in questi giorni francamente un po' noiosi. Le foto rendono tutto e tutti un po' speciali.

Questa volta ho scelto di dedicarmi alle persone, dopo anni e anni di paesaggi. Persone vere, allegre, fantastiche nell'inscenare veri e propri spettacoli davanti ai carri in piazza Mazzini. Dico subito a tutti quelli che si ritrovassero immortalati in queste foto che io li trovo bellissimi, ma nel caso non si sentissero a loro agio, toglierò immediatamente le loro foto, basta dirlo.

E adesso....carneval!

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Pensieri post-crisi

Ieri sera nel bel mezzo dei balli carnevaleschi della Darsena mi è caduto il cellulare e qualcuno ha pensato bene di tenerselo. Il messaggio che mi ha mandato me lo ha confermato.

Mi fa una rabbia immensa, non per il cellulare in sè, ma per gli innumerevoli ricordi. Messaggi, foto, numeri di Lisbona che non riavrò mai più, pezzi della mia vita che per significavano molto.

E poi pensare che qualcuno, non un delinquente, non un professionista, ma una persona come me, come voi, abbia pensato di tenersi un cellulare vecchio di anni mi scoraggia. Mi scoraggia perchè mi conferma che esistono persone (e visto che nessuno si sorprende, sono molte) a cui manca quell'onestà che, penso, salverebbe questo paese. Un paese in cui ormai non mi riconosco più da un po'.