Electracity

Poteva succedere qualsiasi cosa, in quell'istante. Davvero ci sono momenti in cui l'onnipresente e logica rete delle sequenze causali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, e scende in platea, mescolandosi tra il pubblico, per lasciare che sul palco, sotto le luci di una libertà  vertiginosa e improvvisa, una mano invisibile peschi nell'infinito grembo del possibile e tra milioni di cose, una sola ne lasci accadere.

2700km, una storia

 

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Km 700: Zagabria

La capitale croata non ha niente che possa non piacere. E' una città pulita, con un ampia zona pedonale, un numero discreto di cose da vedere, tanto da riempire una giornata, ottimo cibo e musica in strada la sera...il clima non è torrido, né troppo freddo...ma a me è restata indifferente.

Sarà che io le città troppo perfette non le ho mai sopportate, mi è bastato vedere Salisburgo per decidere di non andare mai a Vienna, voglio piuttosto un po' di sporco, ma una città che si apra a chi la visita, che riveli qualcosa di sé e dei suoi abitanti. Zagabria è una città nordica e l'impressione che mi ha dato (ma forse frutto del misero giorno e mezzo che le ho potuto dedicare, è di città che ha perso la sua indole zingara grazie a una nuova ricchezza sopraggiunta.

Ma è valsa sicuramente la pena vederla, nostra metà strada per la prossima grande meta.

 

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Km 1120: Sarajevo

Vera nostra meta, la più lontana, la più ambita, la capitale che ci incuriosiva nella sua non conoscenza, mai ci saremmo aspettati così tanto. Sarajevo è storia, senza dubbio, ma senza esitazione è crocevia, è incontro, e anche scontro, di tante di quelle culture che elencarle sarebbe riduttivo. E' il minareto con il muezzin che chiama i fedeli in Ramadan a raccolta in preghiera, ma soprattutto è vederli questi fedeli perchè i cancelli della moschea sono aperti, nessuna vergogna di fronte al mondo. E' il campanile che rintocca accanto, per tanti minuti, quasi a voler dire ci sono anche io! Siamo in europa, non dimenticatelo! Invece lo dimentichi, quando cominci a notare tutte le molteplici acconciature che si possono creare con un velo sulla testa. I cimiteri fianco a fianco, quello musulmano e quello cristiano, guardano dall'alto una città nuova e vecchia insieme, con ancora tante, troppe cicatrici, chissà com'era malridotta anche solo 10 anni fa. Sarajevo rimarrà nel cuore, una città da rivedere di nuovo e ancora.

 

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Km 1260: Mostar

Il ponte crollò sotto le armi dei nemici ex amici, la storia è più complicata di quello che ti puoi immaginare ed è stata una gran cosa ricostruirlo, ma quello che ne stanno facendo è uno scempio che non può lasciare che interdetti. Nei 50 metri che veramente val la pena vedere di Mostar, non puoi in realtà vedere, perchè bancarelle, ambulanti, ristoranti, uffici turistici e venditori di cimeli di guerra di dubbio gusto te lo impediranno. Turisti vacanzieri a raffica, la costa è vicina, e niente impedisce alla signora in infradito di lasciare per qualche ora la spiaggia per recarsi nell'unico luogo che la guerra non voglia dimenticarla perchè porta i soldi del turista che ti compra il proiettile che quasi ti uccise. Non ci è piaciuta, ma valeva la pena fermarsi anche qua.

 

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Km 1400: Dubrovnik

La meta più estrema del nostro viaggio è una perla bianca che si fatica a dimenticare. Strade che luccicano e specchiano in un borgo che definir perfetto è poco. Ricostruzione perfettamente riuscita in un angolo di paradiso per chi voglia unire la gioia del mare a una cultura non da poco. Anche qui il turismo i fa sentire (ah quant'è lontana la genuinità di Sarajevo!) ma incontri non da poco rendono anche questa città magica.

 

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Km 1635: Spalato

Il palazzo di Diocleziano è senza dubbio spettacolare, ma Spalato non ci rimarrà impressa per altre sue bellezze. Anche il palazzo stesso è stato sfruttato all'inverosimile da negozietti di ogni tipo, immaginatevi il colosseo al cui interno vengono messi ristorant e negozietti. Ma le rovine romane sono da vedersi, scansando un poco l'occhio da tutti quei panni stesi.

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Km 1800: Zara

La chicca della vacanza, la città inaspettata. Un piccolo gioiellino pieno di vita che mai ti aspetteresti. Vale per un weekend e anche una settimana, una città pulita e piena di vita con un mare stupendo e un gioiello di inventiva moderna come può essere l'organo marino che non si può proprio spiegare. Arrivarci la notte del plenilunio, quando la città è in festa e il lungomare si trasforma in simpatica sagra, forse ha contribuito a farcela amare, ma la gita alle isole Kornati e i simpatici incontri faranno rimanere questa meta tra le più amate.

 

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Km 1950: Parchi di Plitvice

La passeggiata tra questi laghi è quello che serve per riprendersi dalle serate nella costa croata, e i colori di questo posto rimarranno impressi nella nostra mente per molto, ma non andateci il 15 di agosto.


Km 2680: Casa

Un viaggio del genere occupa tante righe per essere raccontato, ed io non sono così brava con le parole. Quindi lascerò le foto, che quelle si forse spiegano meglio.

La valigia

Preparare la valigia non è un'attività che impiega molto tempo. Almeno per me. Le cose fondamentali da non dimenticarsi sono 2 o 3 e per i vestiti, dipende molto dal carattere, ma per i miei viaggi mi limito sempre a portare un cambio per ogni giorno di viaggio, più qualcosa per la sera ma la mia eleganza si limita a un vestitino "per tutte le occasioni". Non porto mai gioielli nè profumi, i tacchi poi, le poche volte che erano in valigia ci sono anche rimasti. Eppure, ogni volta, ad ogni partenza, tendo a riservarmi un giorno, un intero giorno, per la preparazione della valigia. 

Ricordo distintamente, quando ero molto piccola, le mie liste, quelle delle cose da portare, che a quel tempo era un elenco di giochi, quando, per esempio, dovevo passare una settimana dai nonni. Roba da futuri ingegneri. Ad oggi mi limito alla lista del "not to forget", dove dopo "Passaporto" sta scritto in bella vista "carica batterie della macchina fotografica" (quello del cellulare potrebbe anche rimanere nel cassetto, per quanto io uso l'odiato apparecchio in vacanza) e qualche adattore per la presa elettrica, cosa necessaria anche in Italia, figurati se vai in un paese che 15 anni fa era in guerra.

Ma non è frutto della mia perenne ansia da precisione tutto questo tempo passato ad ammucchiare vestiti.

E' un rito. Un'adrenalinica pre-partenza, perchè nel preparare il maglioncino invernale o, in alternativa, il costume preferito c'è già l'assaporare di quello che ci aspetta. Si sbirciano le previsioni meteo, più che per la pioggia, perchè non si ha la minima idea di quanti gradi ci siano oggi a Londra oppure ad Oslo, cercando di ricordare quale stagione qua corrisponda a quella temperatura e finendo per portare tutto, tanto, non si sa mai, e finire per lasciare sul letto proprio l'unica cosa che poteva realmente servire, ma quando saremo lì ce ne fregheremo.

La partenza è sempre il momento più bello e quindi anticiparla di un giorno preparando con cura la valigia, è per me, un gran lusso a cui, per fortuna, anche stavolta non ho dovuto rinunciare.

Invece quando tornerò, come sempre, la prima cosa che farò, anche se sarò stanchissima, sarà disfarla quella borsa. Ogni volta è così, il cesto dei panni da lavare subito pieno, dopo neanche un'ora dall'arrivo, la valigia già riposta nel sottotetto, i regali già distribuiti, le foto pronte per essere scaricate.

La mente pronta per il prossimo viaggio. 

 

p.s. Vado in Croazia e in Bosnia-Herzegovina, un lungo giro di 2600 km che da qui mi porterà a Zagabria, Sarajevo, Mostar, Dubrovnick, Spalato e Zara. Il carico di foto è assicurato, i racconti spero, la mente piena di nuove conoscenze me lo auguro proprio!

Voi non mi amate ed io non vi amo

La passeggiata

Voi non mi amate ed io non vi amo. Pure

qualche dolcezza è ne la nostra vita

da ieri: una dolcezza indefinita

che vela un poco, sembra, le sventure

nostre e le fa, sembra, quasi lontane.

Ben, ieri, mi sembravano lontane

mentre io parlava, mentre io v'ascoltava,

e il mare in calma a pena a pena ansava,

ed eran quei vapori come lane

di agnelli, sparsi in un benigno cielo.

Mi veniva da voi o da quel cielo

e da quel mare l'umile riposo?

Certo, in un punto, io fui quasi oblioso.

Lane di agnelli, gigli senza stelo,

vaghe bianche apparenze, in cielo, in mare...

Come leggero ai lidi ansava il mare!

Il vostro passo diventò più lento.

Come leggero anche! Ed io era attento

più la ritmo di quel passo o a quell'ansare,

o a le vostre parole, o al mio pensiero?

Parea che io non avessi alcun pensiero.

Non pensava. Sentiva, solamente.

Dite: non foste mai convalescente

in un aprile un po' velato? È vero

che nulla al mondo, nulla è più soave?

Qualche cosa era in me, di quel soave.

Pure, voi non mi amate ed io non vi amo.

Pure, quando vi chiamo, io non vi chiamo

per, nome. E il vostro nome è quel de l'Ave:

nome che pare un balsamo a la bocca!

Quando parlate, io non guardo la bocca

parlare, o al men non troppo guardo. Ascolto;

comprendo, vi rispondo. Il vostro volto

non muta se la mia mano vi tocca.

La vostra mano è quella che non dona.

Nulla di voi, nulla di voi si dona.

Però, nulla io vi chiedo, nulla attendo

se bene, debolmente sorridendo

come chi langue e pur non s'abbandona...

Oh, no! Voi eravate, ieri, stanca.

Voi eravate ieri molto stanca,

oh tanto che vi caddero di mano

i fiori. Non è vero che di mano

vi caddero le rose, tanto stanca

eravate? Così vi vedo ancóra.

E fate che così vi veda ancóra,

un'altra volta, un'altra volta sola.

Forse... Oh no. Sorridete. È una parola

vana questa che io dico. Voi, signora,

siete per me come un giardino chiuso.

Siete per me come un giardino chiuso,

dove nessuno è penetrato mai.

Di profondi invisibili rosai

giunge tale un divino odore effuso

che atterra ogni desìo di chi l'aspira.

Non ad altro la nostra anima aspira

che a una tristezza riposata, eguale.

Conosco il vostro portentoso male;

e il dolore ch'è in voi forse m'attira

più de la vostra bocca e dei capelli

vostri, dei grandi medusèi capelli

bruni come foglie morte

ma vivi e fien come l'angui attorte

de la Górgone, io temo, se ribelli,

e pieni del terribile mistero.

Me non avvolgerà tanto mistero.

Dicono che nel folto de le chiome

voi abbiate una ciocca rossa come

una fiamma: nel folto chiusa. È vero?

Io la penso, e la veggo fiammeggiare.

La veggo stramente fiammeggiare

come un segno fatale. - O passione

arsa a quel fuoco! - Tutte le corone

de la terra non possono oscurare

quel segno unico. Voi siete l'Eccelsa.

Voi che passate, voi siete l'Eccelsa.

E passate così, per vie terrene!

Chi osa? Chi vi prende? Chi vi tiene?

Siete come una spada senza l'elsa,

pura e lucente, e non brandita mai...

Oh, dove sono giunto! Perché mai

vi dico queste cose? Perdonate

chi sogna. Perdonate, perdonate.

Il tramonto è una fiamma, e i marinai

cantano da le navi, e odora il mare.

Voi vedete: non è lo stesso mare

di ieri. Voi vedete: è un altro cielo.

Lane di agnelli, gigli senza stelo,

vaghe bianche apparenze, in cielo, in mare:

queste cose rispondon meglio a noi,

meglio a le nostre anime stanche. Noi

saremo paghi di qualche dolcezza

mite, noi cercheremo una tristezza

riposata ed eguale. Ed abbia i suoi

cieli velati Aprile, come ieri,

i suoi mari quieti, come ieri;

sì che possiamo noi recar lungh'essi

i lidi, o sotto gli alberi, sommessi

colloqui e sogni e taciti pensieri,

- o voi dal dolce nome che io non chiamo! -

perché voi non mi amate ed io non vi amo.

Gabriele D'Annunzio

A S.B.

You can fool some of the people all of the time,
and all of the people some of the time,
but you can not fool all of the people all of the time.
30/5/2011

Non rimpiango nulla

Questa canzone sarà sempre lo scopo della mia vita...non rimpiangere nulla!

 

Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien.
Ni le bien, qu'on ma fait
Ni le mal tout ça m'est bien égal!

Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien.
C'est payé, balayé, oublié,
je me fous du passé.

Avec mes souvenirs,
j'ai allumé le feu,
mes chagrins, mes plaisirs,
je n'ai plus besoin deux!
Balayés les amours,
et tous leurs trémolos,
balayés pour toujours,
je repars à zéro.

Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien.
Car ma vie, car mes joies,
aujourd'hui
ça commence avec toi.

 

Traduzione:

No, niente di niente
non rimpiango niente
né il bene che mi è stato fatto
né il male, non mi importa

no, niente di niente
non rimpiango niente
ho pagato tutto, tutto spazzato via, dimenticato,
me ne infischio del passato

coi miei ricordi
ho acceso un fuoco
i miei dolori, le mie gioie,
non ho più bisogno di loro
mi sbarazzo degli amori,
e di tutti i loro tremori,
spazzati via per sempre,
riparto da zero

no, niente di niente
non rimpiango niente
perchè la mia vita, la mia gioia
oggi

comincia con te 

Todo cambia

 

   

 

Cambia lo superficial
cambia también lo profundo
cambia el modo de pensar
cambia todo en este mundo

Cambia el clima con los años
cambia el pastor su rebaño
y así como todo cambia
que yo cambie no es extraño

Cambia el mas fino brillante
de mano en mano su brillo
cambia el nido el pajarillo
cambia el sentir un amante

Cambia el rumbo el caminante
aunque esto le cause daño
y así como todo cambia
que yo cambie no extraño

Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia

Cambia el sol en su carrera
cuando la noche subsiste
cambia la planta y se viste
de verde en la primavera

Cambia el pelaje la fiera
Cambia el cabello el anciano
y así como todo cambia
que yo cambie no es extraño

Pero no cambia mi amor
por mas lejos que me encuentre
ni el recuerdo ni el dolor
de mi pueblo y de mi gente

Lo que cambió ayer
tendrá que cambiar mañana
así como cambio yo
en esta tierra lejana

Cambia todo cambia…

 

Traduzione:

Cambia ciò che è superficiale
e anche ciò che è profondo
cambia il modo di pensare
cambia tutto in questo mondo.

Cambia il clima con gli anni
cambia il pastore il suo pascolo
e così come tutto cambia
che io cambi non è strano.

Cambia il più prezioso brillante
di mano in mano il suo splendore,
cambia nido l’uccellino
cambia il sentimento degli amanti.

Cambia direzione il viandante
sebbene questo lo danneggi
e così come tutto cambia
che io cambi non è strano.

Cambia, tutto cambia
cambia, tutto cambia
cambia, tutto cambia
cambia, tutto cambia.

Cambia il sole nella sua corsa
quando la notte persiste,
cambia la pianta e si veste
di verde in primavera.

Cambia il manto della fiera
cambiano i capelli dell’anziano
e così come tutto cambia
che io cambi non è strano.

Ma non cambia il mio amore
per quanto lontano mi trovi,
né il ricordo né il dolore
della mia terra e della mia gente.

E ciò che è cambiato ieri
di nuovo cambierà domani
così come cambio io
in questa terra lontana.

Cambia, tutto cambia…

Tempo

Non ho più il tempo di avere tempo, era una poesia o una canzone che iniziava così? Non ricordo, o non ho il tempo di mettermi a ricordare. Perchè non ho tempo? Perchè la mia presenza in casa, in questi mesi, è solo una fugace apparizione di cui i miei neanche son più tanto sicuri. Dove sono? Sono in giro, sono in palestra, sono al corso di fotografia, dove imparo a sviluppare e stampare un rullino, come se, io che non ho tempo di sistemare le foto con Photoshop, potessi avere il tempo a)di scattare, b)di sviluppare, c)di stampare con un ingranditore che non ho. Ma è bella l'idea che un giorno possa fabbricarmi da sola tutto, potrei anche venderle, in fondo, stamparmi le foto e venderle lungo la strada ai turisti, ma in questo sogno io sono a Lisbona.

Viaggio, quello sì, tornata a marzo dal più coinvolgente posto che abbia sinora visitato, quella Cuba che cambia ma resta sempre la stessa, vorrei parlarne tanto e ancora, ma il tempo passa e io dimentico le sensazioni e mi ritrovo a leggere un articolo pensando che chi l'ha scritto ha fatto quello che io non avevo il tempo di fare.

Lavoro, quello è ovvio, ma mi sveglio sempre più tardi e quindi esco sempre più tardi e quindi non riesco a far niente tra il lavoro e il tempo dopo il lavoro in cui mi affaccendo in tutte le cose che ho scritto sopra. Quindi dove passo il tempo? In macchina? Dormendo? No quello no, dormo sempre poco, anche adesso che è già tardi, invece di andare a letto scrivo, oppure leggo oppure guardo un film, la mia serata inizia ora, perchè non ho il tempo di fare queste cose all'orario più consono. Esco, mangio, vado al cinema, sto con gli amici, faccio tante cose e sono felice. Ma non ho il tempo di fermarmi a immagazzinare questo pensiero.

L'altra sera alla notte bianca a Firenze ho letto una frase, abbiate il tempo di leggerla che io non ce l'ho.

"Se ti fermi a pensare se sei felice, vuol dire che non lo sei più" 

Come si fa ad amare quando non si ama più

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"Mamma, come si fa ad amare quando non si ama più?"

La mamma continua a tenere lo sguardo al cielo, adesso è straiata accanto a me che fissa la Nana Bianca Gigante Rossa detta Silvia.

"Leo, amare è un verbo, non un sostantivo. Non è una cosa stabilita una volta per tutte, ma si evolve, cresce, sale, scende, si inabissa, come i fiumi nascosti nel cuore della terra, che però non interrompono mai la loro corsa verso il mare. A volte lasciano la terra secca, ma sotto, nelle cavità oscure, scorrono, poi a volte risalgono e sgorgano, fecondando tutto".

"E allora che devo fare?" 

"Amare lo stesso. Puoi sempre farlo, amare è un'azione"

"Anche quando si tratta di amare chi ti ha ferito?"

"Ma questo è normale... Sono due le persone che ci feriscono, Leo, quelli che ci odiano e quelli che ci amano...."

"Non capisco. Perchè chi ci ama dovrebbe ferirci?"

"Perchè quando c'è di mezzo l'amore le persone a volte si comportano in modo stupido. Magari sbagliano strada, ma comunque ci stanno provando... Ti devi preoccupare quando chi ti ama non ti ferisce più, perchè vuol dire che ha smesso di provarci o che tu hai smesso di tenerci"

(D'Avenia Alessandro - Bianca come il latte, rossa come il sangue)

Bansky

 

Banksy è uno dei maggiori esponenti della street art. Si sa di lui che è cresciuto a Bristol ma la sua vera identità è tenuta nascosta. Le sue opere sono spesso a sfondo satirico e riguardano argomenti come la politica, la cultura e l'etica. I suoi stencil hanno cominciato ad apparire proprio a Bristol, poi a Londra, in particolare nelle zone a nordest, e a seguire nelle maggiori capitali europee, notevolmente non solo sui muri delle strade, ma anche nei posti più impensati come le gabbie dello zoo di Barcellona. Nonostante la recente fama mondiale, e le notevoli quotazioni delle sue opere, Banksy continua a rimanere fuori dallo starsystem e a preferire la sua arte in mezzo alla gente comune. (wikipedia)

 

http://www.banksy.co.uk

 

 

Cuba

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Un sogno che ho da molto tempo si avvererà tra il 14 e il 24 di marzo.

Finalmente potrò assaporare i sapori della cucina, ascoltare le urla dei bambini, godere della vista dei più sgargianti colori, scoprire lo sguardo sincero di una anziana signora, toccare la fine sabbia bianca e ballare al ritmo della salsa cubana...perchè l'Isla Grande ci attende!

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Decisioni

_mg_4809_2_1000Quando si prende una decisione, dopo tanto tempo che ci si stava pensando su, la sensazione è sempre quella della liberazione, anche se non siamo proprio sicuri che sia proprio la scelta più giusta da fare. Ma in quel momento devi ammettere che il tuo corpo, le tue viscere, la tua anima?, stava spingendo in quella direzione, anche se un'altra parte di te sembrava non volerlo ammettere. Le decisioni non sono mai facili da prendere, ma non ho mai sopportato chi evita in tutti i modi di assumersi la responsabilità di combattere con se stessi fino a partorire qualcosa, giusto o sbagliato che si possa rivelare poi nei tempi a venire, e ammettere che in quel preciso momento della tua vita doveva andare così.

Avrei potuto aspettare fino al completamento dei posti disponibili per quel viaggio in India che ormai da un mese mi fa penare, andare non andare, andare non andare, spendere soldi e ferie per un bellissimo viaggio, senza dubbio, ma pur sempre uno dei tantissimi altri che vorrò fare nella mia vita. E invece, dopo tanti piccoli segni che in questi giorni sembravano portarmi lì, segni che per persone più credenti nel destino di me avrebbero voluto significare qualcosa, ho deciso di abbandonarmi alla sensazione che no, non è il momento. In realtà questo momento potrebbe non arrivare mai, gli impegni, i contrattempi, le spese improvvise potrebbero essere tanti da non potermi permettere più un viaggio del genere, ma sento che, in quel caso, la mia vita sarebbe tanto miserabile che non ricorderei neanche più nel mio passato il momento in cui ho detto di no a questa avventura. Perchè io voglio viaggiare, nella mia ancora lunga vita, voglio partire appena ne avrò l'occasione, e se si rivelerà solo una volta l'anno, non importa, basta che ne abbia o ne ricerchi l'occasione.

E' inutile tentare di negare che uno dei motivi principali, in quel preciso momento in cui ho preso la decisione, non ha a che fare con il viaggio, ma con quel messaggio, quindi alla fine questa scelta, questa dolorosa ma liberatoria scelta, sono due scelte. Allontanarmi da quel viaggio è stato anche allontanarmi da lui. E allora il senso di liberazione diventa ancora più forte...

 

La frase: Le decisioni sono soltanto l'inizio di qualcosa. Quando si prende una decisione, in realtà si comincia a scivolare in una forte corrente che ti porta verso un luogo mai neppure sognato al momento di decidere. Paulo Coelho

Addio Mario

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Caro Mario,

spero di non disturbarti ti chiamo come ci chiedevi di fare ogni tanto, per raccontarti le cose del giorno che succede nel mondo. Ti salutano i ragazzi di Napoli, dicono «Ciao Mario, la facciamo ‘sta rivoluzione». Promettono, te l’hanno scritto. Ti hanno sentito dire che “il riscatto è doloroso, l’Italia affronti il dolore sennò vada in malora”. Ti conoscono, sanno che dici così perché ci tieni che non ci vada, in malora. Difatti si danno da fare. I ragazzi di Roma hanno occupato i binari della Stazione Termini, ci sono saltati sopra gridando “Branca branca branca, leon leon leon”. Ridevano tutti: erano giovani, più o meno come te, arrabbiati e felici. Ieri hanno deciso di fermare il traffico. Nelle strade, nelle autostrade, nelle stazioni. Dappertutto, in tutta Italia. Sono scesi (non tutti, qualcuno) dalla torre di Pisa, dalla cupola del Brunelleschi, dal Colosseo e si sono messi a passeggiare sulle tangenziali, hanno bloccato le stazioni ferroviarie, il Canal Grande, gli incroci del centro. A Catania, a Trieste, a Lecce, a Genova, a Palermo e a Padova. Qualcuno anche a Parigi e a Ginevra. E lo sai cos’è successo a Roma, al Muro Torto? Ti devi immaginare la scena. Pioveva, hai presente il Muro Torto a Roma quando piove? Macchine in colonna a passo d’uomo. Bene, sono arrivati loro e l’hanno bloccato del tutto. Allora qualche automobilista ha aperto il finestrino e ha cominciato ad applaudire. Qualcun altro è sceso, sotto la pioggia, ed è andato ad abbracciarli. Ci puoi credere? Sì, una scena da film. Poi B. ha detto che sono studenti fuori corso, che quelli seri sono a casa a studiare. È molto nervoso, in effetti. Sembra che non si renda più conto di quel che succede, non è da lui. Sbaglia le battute. Del resto gli sta franando tutto attorno. Ieri è andato sotto di nuovo un paio di volte, in aula, prima che i suoi serrassero i ranghi per far passare la cosiddetta riforma. A Pompei è venuta giù un’altra Domus, quella del Moralista. Abbiamo calcolato che a questo ritmo se crolla una Casa al mese fra tre anni non ci resta nulla. D’altronde sono sassi vecchi, no? Duemila anni, è ora di farci una new town.

A Roma, in centro, non era un bello spettacolo. Hanno blindato tutto intorno a Montecitorio con le camionette per non far passare gli studenti. Camionette come barricate, vuote. Una cosa un po’ cilena. C’è stato qualche momento di tensione grande. D’altra parte barricare il cuore della città per impedire che i giovani ci entrino a dire cosa pensano è un po’ come pensare di blindare i balconi degli ospedali con delle inferriate altissime per impedire che i pazienti si buttino. Uno potrebbe ascoltarli, visto che la vita è la loro. Potrebbe chiedere a chi è malato: cosa vuoi fare della tua vita e della tua morte? Eccoci, siamo qui per aiutarti. Invece ti fanno prigioniero, e allora ti tocca fare la rivoluzione. I ragazzi hanno capito: si sono inchinati e si sono tolti il cappello. Hanno detto che la fanno anche loro, insieme a te, la rivoluzione e pazienza per le barricate. Le scavalcheranno, speriamo non si faccia male nessuno. Perché lo sanno che è bruttissimo farsi male, che tocca farlo solo quando non c’è scelta e comunque sempre per qualcuno, per qualcosa, mai solo per sé. Ti salutano tanto, ti abbracciano forte.

Concita De Gregorio

Ich bin ein Berliner

 

Paolo Fornaseri Photography

Domani parto per Berlino, una piccola vacanza che , a guardar bene, sembrava non voler partire...prenotata con una compagnia che poi si è tirata indietro, ha guadagnato un'amica con cui non mi sarei mai aspettata un viaggio così a breve...tormente di neve stanno forse in questo momento coprendo una capitale che ci accoglierà con una temperatura massima attesa di 0° e un parlamento tedesco chiuso con la sua splendida cupola opera di Foster per sospetti di ipotetici futuri attacchi terroristici.

Ma io son sempre stata dell'idea che le cose migliori vengono fuori nei momenti inattesi, nelle situazioni più impervie. Ecco perchè mi aspetto uno splendido weekend in una magica città con una piacevolissima compagnia...quando si tratta di viaggiare, niente mi ferma!

A presto con (come sempre) tante foto!

Vieni via con me

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

io non mi sento Italiana

Mi scusi Presidente
non è per colpa mia
ma questa nostra Patria
non so che cosa sia.
Può darsi che mi sbagli
che sia una bella idea
ma temo che diventi
una brutta poesia.
Mi scusi Presidente
non sento un gran bisogno
dell'inno nazionale
di cui un po' mi vergogno.
In quanto ai calciatori
non voglio giudicare
i nostri non lo sanno
o hanno più pudore.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
se arrivo all'impudenza
di dire che non sento
alcuna appartenenza.
E tranne Garibaldi
e altri eroi gloriosi
non vedo alcun motivo
per essere orgogliosi.
Mi scusi Presidente
ma ho in mente il fanatismo
delle camicie nere
al tempo del fascismo.
Da cui un bel giorno nacque
questa democrazia
che a farle i complimenti
ci vuole fantasia.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Questo bel Paese
pieno di poesia
ha tante pretese
ma nel nostro mondo occidentale
è la periferia.

Mi scusi Presidente
ma questo nostro Stato
che voi rappresentate
mi sembra un po' sfasciato.
E' anche troppo chiaro
agli occhi della gente
che è tutto calcolato
e non funziona niente.
Sarà che gli italiani
per lunga tradizione
son troppo appassionati
di ogni discussione.
Persino in parlamento
c'è un'aria incandescente
si scannano su tutto
e poi non cambia niente.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
dovete convenire
che i limiti che abbiamo
ce li dobbiamo dire.
Ma a parte il disfattismo
noi siamo quel che siamo
e abbiamo anche un passato
che non dimentichiamo.
Mi scusi Presidente
ma forse noi italiani
per gli altri siamo solo
spaghetti e mandolini.
Allora qui m'incazzo
son fiero e me ne vanto
gli sbatto sulla faccia
cos'è il Rinascimento.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Questo bel Paese
forse è poco saggio
ha le idee confuse
ma se fossi nato in altri luoghi
poteva andarmi peggio.

Mi scusi Presidente
ormai ne ho dette tante
c'è un'altra osservazione
che credo sia importante.
Rispetto agli stranieri
noi ci crediamo meno
ma forse abbiam capito
che il mondo è un teatrino.
Mi scusi Presidente
lo so che non gioite
se il grido "Italia, Italia"
c'è solo alle partite.
Ma un po' per non morire
o forse un po' per celia
abbiam fatto l'Europa
facciamo anche l'Italia.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
per fortuna o purtroppo
per fortuna
per fortuna lo sono.

Giorgio Gaber

 

Fabrizio, Cristiano e Luvi

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Il concerto più bello, secondo me, che abbia fatto Fabrizio De André è stato nel 1998 e fu interrotto a metà quando scoprì di essere malato. Di lì a pochi mesi l'11 gennaio 1999, sarebbe morto. E' uno di quei concerti che, avendo a quell'epoca 18 anni, avrei potuto benissimo vedere, ma si sa, parafrasando un altro grande della musica italiana "a vent'anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell' età" ed io ascoltavo tutt'altra musica. Nel tour del 1998 la scenografia era fatta con le carte dei tarocchi, su youtube potete trovare decine di canzoni tratte da quel concerto che girò i più grandi teatri d'Italia, ma secondo me l'elemento più bello sono i musicisti che lo accompagnano (tantissimi) e le interpretazioni delle sue più belle canzoni che sono riusciti, con Faber, ha inventarsi. Ma forse l'elemento più bello è vedere Luvi e Cristiano, i suoi figli, che duettano con lui, suonando e cantando, a meno di un anno dalla sua morte, un'ottima possibilità di salutarlo, penso io.

Video Geordie con Luvi

Video Via del campo con Cristiano

Maledetti toscani

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O italiani che usate abbracciarvi l'un l’altro, e prendere tutto in facile, e veder tutto roseo, e tutto quel che fate lo gabellate per eroico, e vi credete virtuosi, e avete la bocca piena di libertà mal masticata, e pensate tutti a un modo, sempre, e non v'accorgete di esser pecore tosate.

O italiani che non amate la verità, e ne avete paura. Che implorate giustizia, e non sognate se non privilegi, non invidiate se non abusi e prepotenze, e una cosa sola desiderate: esser padroni, poiché non sapete essere uomini liberi e giusti, ma o servi o padroni.

O poveri italiani che siete schiavi non soltanto di chi vi comanda, ma di chi vi serve, e di voi stessi; che non perdete occasione alcuna di atteggiarvi a eroi e a martiri della libertà, e piegate docilmente il collo alla boria, alla prepotenza, alla vigliaccheria dei vostri mille padroni:imparate dunque dai toscani a ridere in faccia a tutti coloro che vi offendono e vi opprimono, a umiliarli con l'arguzia, il garbato disprezzo, la sfacciataggine allegra e aperta.

Imparate dai toscani a farvi rispettare senza timor della legge, né degli sbirri, che in Italia tengono luogo della legge, e della legge son più forti.

Imparate dai toscani a sputare in bocca ai potenti, ai Re, agli Imperatori, ai Vescovi, agli Inquisitori, ai Giudici, alle Signorie, ai cortigiani d'ogni specie, come si è sempre fatto in Toscana, e si fa tuttora.

Imparate dai toscani che un uomo in bocca a un altro non si è mai visto , che un uomo vale un altro, e anche meno .

Imparate dai toscani che non cé nulla di sacro a questo mondo, fuorché l'umano, e che l'anima di un uomo è uguale a quella di un altro: e che basta sapersela tenere pulita, all'asciutto, che non pigli polvere ne' umido, come sanno i toscani, che dell'anima propria son gelosissimi, e guai a chi gliela volesse sporcare, o umiliare, o ungere, o benedire, o impegnare, affittare, comprare; e che vi sono anime femmine e anime maschie, e che le anime dei toscani son maschie, come si vede da quelle che escon di bocca ai morti nel Camposanto di Pisa: il solo camposanto che sia al mondo, tutti gli altri son cimiteri.

Imparate dai toscani a non temer l'odio della gente, né l'invidia, il livore, la superbia, a non temer nemmeno l'amore.

Imparate a rispondere alla malvagità coi calci bassi, al sospetto con i morsi alla gola, ai baci sulla guancia con le dita negli occhi.

Concludere un ciclo

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Bisogna sempre sapere quando una fase giunge alla fine. Concludere un ciclo, chiudere un uscio, terminare un capitolo: non importa come lo si definisca, ciò che conta è lasciare nel passato quei momenti di vita che sono finiti.
 Paulo Coelho 
 "Lo Zahir

Emozioni

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Solo le persone superficiali impiegano anni per liberarsi da un’emozione. Chi è padrone di sé può porre termine a una sofferenza con la stessa facilità con cui inventa un piacere.

Non voglio essere in balia delle mie emozioni. Voglio servirmene, goderle e dominarle.

-Dorian Gray-