Poteva succedere qualsiasi cosa, in quell'istante. Davvero ci sono momenti in cui l'onnipresente e logica rete delle sequenze causali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, e scende in platea, mescolandosi tra il pubblico, per lasciare che sul palco, sotto le luci di una libertà vertiginosa e improvvisa, una mano invisibile peschi nell'infinito grembo del possibile e tra milioni di cose, una sola ne lasci accadere.
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Electra
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lunedì, 23 aprile 12 15:01
Street Photography102 Things I Have Learned About Street Photography It now has been around 5 years that I have been shooting street photography- and I have learned an incredible amount through trial and failure. I made this recent list of things I have learned while shooting street photography– and some of my personal opinions. Remember, take everything in this list with a grain of salt! I simply made this list as both a way for me to self-reflect, and hopefully you can find some of these tips helpful. You can also see my old posts, “101 Things I Have Learned About Street Photography” and “100 Things I Have Learned About Street Photography“. As you can see, many of my opinions have changed over the course of 2 years. Keep reading- I hope you enjoy!
1. A photograph is like a sentence. Aim to write a book.
14. Style isn’t something aesthetic
26. Photo-sets with over 25 images are exhausting to look through
38. After a whole day of shooting, I am lucky if I get 1-2 good photographs
51. Don’t let inspiration be your main source of motivation for shooting. Go out and shoot even when you don’t feel like it—and the streets will re-inspire you
62. There is no perfect camera for street photography. Every camera has its own strengths/limitations
86. Don’t always hunt for shots—if you are patient enough, they will come to you
lunedì, 05 marzo 12 10:14
Storie di giovani Erasmus La Commissione Europea lancia un concorso per il 25esimo anniversario del programma Erasmus. Una storia, una foto o un video per raccontare l'esperienza che ha cambiato la vita di molti. Tra i premi ci sarà un tablet, un lettore mp4 e una camera digitale. Candidature entro il 30 aprile. I vincitori verranno annunciati mercoledì 9 maggio 2012 Sono stati tantissimi, ben oltre i due milioni, i ragazzi europei che, dalla nascita del progetto, hanno approfittato del programma Erasmus per studiare qualche mese in un’università europea. Ragazzi e ragazze che hanno finito per incarnare, forse inconsapevolmente, meglio di tanti altri interpreti ufficiali, il sogno dell’Europa. Ora tutti loro hanno l'occasione di raccontare la propria storia, condividere quel che hanno vissuto e vincere anche qualche premio. L'occasione arriva dalla Commissione Europea che in occasione del 25 anniversario del programma ha deciso di lanciare un contest sul web per raccogliere quante più testimonianze possibile e incoraggiare le nuove generazioni a cogliere al balzo l'occasione di studiare in un altro paese europeo. La sfida è quella di riuscire a trasmettere quel che ha reso speciale l'Erasmus per se stessi. Il racconto può essere espresso attraverso un racconto, una foto, un collage o un video. O un insieme di tutto questo. Il primo classificato vincerà un tablet pc, il secondo si aggiudicherà un lettore mp4 e il terzo una digital camera. I tre vincitori verranno anche pubblicati sul sito dell'Unione Europea Youth On The Move. Una giuria della Commissione sceglierà la lista dei dieci migliori che potranno essere votati attraverso un sondaggio online che inizierà il primo maggio prossimo e terminerà l'8 maggio. I vincitori verranno annunciati mercoledì 9 maggio 2012. Secondo i dati della Commissione Europea a partire tra gli italiani sono soprattutto quelli con un’età compresa tra 21 e 23 anni (da soli rappresentano più del sessanta per cento del totale). Poco meno della metà lo fa al terzo anno di università. Molti di loro scelgono di stare cinque o sei mesi ma più del 20 per cento rimane anche dieci mesi o più. L’Erasmus piace a tutti quello che lo fanno. Secondo l’indagine realizzata dalla Commissione europea, per oltre il 90 per cento degli italiani è stata un’esperienza buona o molto buona e solo l’1,5 per cento si è detta insoddisfatto. Molti di loro confessano che questo periodo gli ha permesso di capire molto meglio le persone con un differente background culturale o di etnia diversa (nove italiani su dieci). Ma non solo, a molti è capitato anche di cambiare le proprie aspirazioni e di interrogarsi più ampiamente sui propri valori personali I SITI: giovedì, 18 agosto 11 03:07
2700km, una storia
Km 700: Zagabria La capitale croata non ha niente che possa non piacere. E' una città pulita, con un ampia zona pedonale, un numero discreto di cose da vedere, tanto da riempire una giornata, ottimo cibo e musica in strada la sera...il clima non è torrido, né troppo freddo...ma a me è restata indifferente. Sarà che io le città troppo perfette non le ho mai sopportate, mi è bastato vedere Salisburgo per decidere di non andare mai a Vienna, voglio piuttosto un po' di sporco, ma una città che si apra a chi la visita, che riveli qualcosa di sé e dei suoi abitanti. Zagabria è una città nordica e l'impressione che mi ha dato (ma forse frutto del misero giorno e mezzo che le ho potuto dedicare, è di città che ha perso la sua indole zingara grazie a una nuova ricchezza sopraggiunta. Ma è valsa sicuramente la pena vederla, nostra metà strada per la prossima grande meta.
Km 1120: Sarajevo Vera nostra meta, la più lontana, la più ambita, la capitale che ci incuriosiva nella sua non conoscenza, mai ci saremmo aspettati così tanto. Sarajevo è storia, senza dubbio, ma senza esitazione è crocevia, è incontro, e anche scontro, di tante di quelle culture che elencarle sarebbe riduttivo. E' il minareto con il muezzin che chiama i fedeli in Ramadan a raccolta in preghiera, ma soprattutto è vederli questi fedeli perchè i cancelli della moschea sono aperti, nessuna vergogna di fronte al mondo. E' il campanile che rintocca accanto, per tanti minuti, quasi a voler dire ci sono anche io! Siamo in europa, non dimenticatelo! Invece lo dimentichi, quando cominci a notare tutte le molteplici acconciature che si possono creare con un velo sulla testa. I cimiteri fianco a fianco, quello musulmano e quello cristiano, guardano dall'alto una città nuova e vecchia insieme, con ancora tante, troppe cicatrici, chissà com'era malridotta anche solo 10 anni fa. Sarajevo rimarrà nel cuore, una città da rivedere di nuovo e ancora.
Km 1260: Mostar Il ponte crollò sotto le armi dei nemici ex amici, la storia è più complicata di quello che ti puoi immaginare ed è stata una gran cosa ricostruirlo, ma quello che ne stanno facendo è uno scempio che non può lasciare che interdetti. Nei 50 metri che veramente val la pena vedere di Mostar, non puoi in realtà vedere, perchè bancarelle, ambulanti, ristoranti, uffici turistici e venditori di cimeli di guerra di dubbio gusto te lo impediranno. Turisti vacanzieri a raffica, la costa è vicina, e niente impedisce alla signora in infradito di lasciare per qualche ora la spiaggia per recarsi nell'unico luogo che la guerra non voglia dimenticarla perchè porta i soldi del turista che ti compra il proiettile che quasi ti uccise. Non ci è piaciuta, ma valeva la pena fermarsi anche qua.
Km 1400: Dubrovnik La meta più estrema del nostro viaggio è una perla bianca che si fatica a dimenticare. Strade che luccicano e specchiano in un borgo che definir perfetto è poco. Ricostruzione perfettamente riuscita in un angolo di paradiso per chi voglia unire la gioia del mare a una cultura non da poco. Anche qui il turismo i fa sentire (ah quant'è lontana la genuinità di Sarajevo!) ma incontri non da poco rendono anche questa città magica.
Km 1635: Spalato Il palazzo di Diocleziano è senza dubbio spettacolare, ma Spalato non ci rimarrà impressa per altre sue bellezze. Anche il palazzo stesso è stato sfruttato all'inverosimile da negozietti di ogni tipo, immaginatevi il colosseo al cui interno vengono messi ristorant e negozietti. Ma le rovine romane sono da vedersi, scansando un poco l'occhio da tutti quei panni stesi.
Km 1800: Zara La chicca della vacanza, la città inaspettata. Un piccolo gioiellino pieno di vita che mai ti aspetteresti. Vale per un weekend e anche una settimana, una città pulita e piena di vita con un mare stupendo e un gioiello di inventiva moderna come può essere l'organo marino che non si può proprio spiegare. Arrivarci la notte del plenilunio, quando la città è in festa e il lungomare si trasforma in simpatica sagra, forse ha contribuito a farcela amare, ma la gita alle isole Kornati e i simpatici incontri faranno rimanere questa meta tra le più amate.
Km 1950: Parchi di Plitvice La passeggiata tra questi laghi è quello che serve per riprendersi dalle serate nella costa croata, e i colori di questo posto rimarranno impressi nella nostra mente per molto, ma non andateci il 15 di agosto.
Km 2680: Casa Un viaggio del genere occupa tante righe per essere raccontato, ed io non sono così brava con le parole. Quindi lascerò le foto, che quelle si forse spiegano meglio. venerdì, 05 agosto 11 20:46
La valigiaPreparare la valigia non è un'attività che impiega molto tempo. Almeno per me. Le cose fondamentali da non dimenticarsi sono 2 o 3 e per i vestiti, dipende molto dal carattere, ma per i miei viaggi mi limito sempre a portare un cambio per ogni giorno di viaggio, più qualcosa per la sera ma la mia eleganza si limita a un vestitino "per tutte le occasioni". Non porto mai gioielli nè profumi, i tacchi poi, le poche volte che erano in valigia ci sono anche rimasti. Eppure, ogni volta, ad ogni partenza, tendo a riservarmi un giorno, un intero giorno, per la preparazione della valigia. Ricordo distintamente, quando ero molto piccola, le mie liste, quelle delle cose da portare, che a quel tempo era un elenco di giochi, quando, per esempio, dovevo passare una settimana dai nonni. Roba da futuri ingegneri. Ad oggi mi limito alla lista del "not to forget", dove dopo "Passaporto" sta scritto in bella vista "carica batterie della macchina fotografica" (quello del cellulare potrebbe anche rimanere nel cassetto, per quanto io uso l'odiato apparecchio in vacanza) e qualche adattore per la presa elettrica, cosa necessaria anche in Italia, figurati se vai in un paese che 15 anni fa era in guerra. Ma non è frutto della mia perenne ansia da precisione tutto questo tempo passato ad ammucchiare vestiti. E' un rito. Un'adrenalinica pre-partenza, perchè nel preparare il maglioncino invernale o, in alternativa, il costume preferito c'è già l'assaporare di quello che ci aspetta. Si sbirciano le previsioni meteo, più che per la pioggia, perchè non si ha la minima idea di quanti gradi ci siano oggi a Londra oppure ad Oslo, cercando di ricordare quale stagione qua corrisponda a quella temperatura e finendo per portare tutto, tanto, non si sa mai, e finire per lasciare sul letto proprio l'unica cosa che poteva realmente servire, ma quando saremo lì ce ne fregheremo. La partenza è sempre il momento più bello e quindi anticiparla di un giorno preparando con cura la valigia, è per me, un gran lusso a cui, per fortuna, anche stavolta non ho dovuto rinunciare. Invece quando tornerò, come sempre, la prima cosa che farò, anche se sarò stanchissima, sarà disfarla quella borsa. Ogni volta è così, il cesto dei panni da lavare subito pieno, dopo neanche un'ora dall'arrivo, la valigia già riposta nel sottotetto, i regali già distribuiti, le foto pronte per essere scaricate. La mente pronta per il prossimo viaggio.
p.s. Vado in Croazia e in Bosnia-Herzegovina, un lungo giro di 2600 km che da qui mi porterà a Zagabria, Sarajevo, Mostar, Dubrovnick, Spalato e Zara. Il carico di foto è assicurato, i racconti spero, la mente piena di nuove conoscenze me lo auguro proprio! mercoledì, 08 giugno 11 14:52
Voi non mi amate ed io non vi amoLa passeggiata Voi non mi amate ed io non vi amo. Pure qualche dolcezza è ne la nostra vita da ieri: una dolcezza indefinita che vela un poco, sembra, le sventure nostre e le fa, sembra, quasi lontane. Ben, ieri, mi sembravano lontane mentre io parlava, mentre io v'ascoltava, e il mare in calma a pena a pena ansava, ed eran quei vapori come lane di agnelli, sparsi in un benigno cielo. Mi veniva da voi o da quel cielo e da quel mare l'umile riposo? Certo, in un punto, io fui quasi oblioso. Lane di agnelli, gigli senza stelo, vaghe bianche apparenze, in cielo, in mare... Come leggero ai lidi ansava il mare! Il vostro passo diventò più lento. Come leggero anche! Ed io era attento più la ritmo di quel passo o a quell'ansare, o a le vostre parole, o al mio pensiero? Parea che io non avessi alcun pensiero. Non pensava. Sentiva, solamente. Dite: non foste mai convalescente in un aprile un po' velato? È vero che nulla al mondo, nulla è più soave? Qualche cosa era in me, di quel soave. Pure, voi non mi amate ed io non vi amo. Pure, quando vi chiamo, io non vi chiamo per, nome. E il vostro nome è quel de l'Ave: nome che pare un balsamo a la bocca! Quando parlate, io non guardo la bocca parlare, o al men non troppo guardo. Ascolto; comprendo, vi rispondo. Il vostro volto non muta se la mia mano vi tocca. La vostra mano è quella che non dona. Nulla di voi, nulla di voi si dona. Però, nulla io vi chiedo, nulla attendo se bene, debolmente sorridendo come chi langue e pur non s'abbandona... Oh, no! Voi eravate, ieri, stanca. Voi eravate ieri molto stanca, oh tanto che vi caddero di mano i fiori. Non è vero che di mano vi caddero le rose, tanto stanca eravate? Così vi vedo ancóra. E fate che così vi veda ancóra, un'altra volta, un'altra volta sola. Forse... Oh no. Sorridete. È una parola vana questa che io dico. Voi, signora, siete per me come un giardino chiuso. Siete per me come un giardino chiuso, dove nessuno è penetrato mai. Di profondi invisibili rosai giunge tale un divino odore effuso che atterra ogni desìo di chi l'aspira. Non ad altro la nostra anima aspira che a una tristezza riposata, eguale. Conosco il vostro portentoso male; e il dolore ch'è in voi forse m'attira più de la vostra bocca e dei capelli vostri, dei grandi medusèi capelli bruni come foglie morte ma vivi e fien come l'angui attorte de la Górgone, io temo, se ribelli, e pieni del terribile mistero. Me non avvolgerà tanto mistero. Dicono che nel folto de le chiome voi abbiate una ciocca rossa come una fiamma: nel folto chiusa. È vero? Io la penso, e la veggo fiammeggiare. La veggo stramente fiammeggiare come un segno fatale. - O passione arsa a quel fuoco! - Tutte le corone de la terra non possono oscurare quel segno unico. Voi siete l'Eccelsa. Voi che passate, voi siete l'Eccelsa. E passate così, per vie terrene! Chi osa? Chi vi prende? Chi vi tiene? Siete come una spada senza l'elsa, pura e lucente, e non brandita mai... Oh, dove sono giunto! Perché mai vi dico queste cose? Perdonate chi sogna. Perdonate, perdonate. Il tramonto è una fiamma, e i marinai cantano da le navi, e odora il mare. Voi vedete: non è lo stesso mare di ieri. Voi vedete: è un altro cielo. Lane di agnelli, gigli senza stelo, vaghe bianche apparenze, in cielo, in mare: queste cose rispondon meglio a noi, meglio a le nostre anime stanche. Noi saremo paghi di qualche dolcezza mite, noi cercheremo una tristezza riposata ed eguale. Ed abbia i suoi cieli velati Aprile, come ieri, i suoi mari quieti, come ieri; sì che possiamo noi recar lungh'essi i lidi, o sotto gli alberi, sommessi colloqui e sogni e taciti pensieri, - o voi dal dolce nome che io non chiamo! - perché voi non mi amate ed io non vi amo. Gabriele D'Annunzio martedì, 31 maggio 11 09:03
A S.B.You can fool some of the people all of the time, and all of the people some of the time, but you can not fool all of the people all of the time. 30/5/2011
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testi di altri
domenica, 08 maggio 11 22:16
Non rimpiango nullaQuesta canzone sarà sempre lo scopo della mia vita...non rimpiangere nulla!
Non, rien de rien
Traduzione: No, niente di nientenon rimpiango niente né il bene che mi è stato fatto né il male, non mi importa no, niente di niente non rimpiango niente ho pagato tutto, tutto spazzato via, dimenticato, me ne infischio del passato coi miei ricordi ho acceso un fuoco i miei dolori, le mie gioie, non ho più bisogno di loro mi sbarazzo degli amori, e di tutti i loro tremori, spazzati via per sempre, riparto da zero no, niente di niente non rimpiango niente perchè la mia vita, la mia gioia oggi comincia con te mercoledì, 04 maggio 11 16:37
Todo cambia
Cambia lo superficial Cambia el clima con los años Cambia el mas fino brillante Cambia el rumbo el caminante Cambia todo cambia Cambia el sol en su carrera Cambia el pelaje la fiera Pero no cambia mi amor Lo que cambió ayer Cambia todo cambia…
Traduzione: Cambia ciò che è superficiale Cambia il clima con gli anni Cambia il più prezioso brillante Cambia direzione il viandante Cambia, tutto cambia Cambia il sole nella sua corsa Cambia il manto della fiera Ma non cambia il mio amore E ciò che è cambiato ieri Cambia, tutto cambia… mercoledì, 04 maggio 11 00:20
TempoNon ho più il tempo di avere tempo, era una poesia o una canzone che iniziava così? Non ricordo, o non ho il tempo di mettermi a ricordare. Perchè non ho tempo? Perchè la mia presenza in casa, in questi mesi, è solo una fugace apparizione di cui i miei neanche son più tanto sicuri. Dove sono? Sono in giro, sono in palestra, sono al corso di fotografia, dove imparo a sviluppare e stampare un rullino, come se, io che non ho tempo di sistemare le foto con Photoshop, potessi avere il tempo a)di scattare, b)di sviluppare, c)di stampare con un ingranditore che non ho. Ma è bella l'idea che un giorno possa fabbricarmi da sola tutto, potrei anche venderle, in fondo, stamparmi le foto e venderle lungo la strada ai turisti, ma in questo sogno io sono a Lisbona. Viaggio, quello sì, tornata a marzo dal più coinvolgente posto che abbia sinora visitato, quella Cuba che cambia ma resta sempre la stessa, vorrei parlarne tanto e ancora, ma il tempo passa e io dimentico le sensazioni e mi ritrovo a leggere un articolo pensando che chi l'ha scritto ha fatto quello che io non avevo il tempo di fare. Lavoro, quello è ovvio, ma mi sveglio sempre più tardi e quindi esco sempre più tardi e quindi non riesco a far niente tra il lavoro e il tempo dopo il lavoro in cui mi affaccendo in tutte le cose che ho scritto sopra. Quindi dove passo il tempo? In macchina? Dormendo? No quello no, dormo sempre poco, anche adesso che è già tardi, invece di andare a letto scrivo, oppure leggo oppure guardo un film, la mia serata inizia ora, perchè non ho il tempo di fare queste cose all'orario più consono. Esco, mangio, vado al cinema, sto con gli amici, faccio tante cose e sono felice. Ma non ho il tempo di fermarmi a immagazzinare questo pensiero. L'altra sera alla notte bianca a Firenze ho letto una frase, abbiate il tempo di leggerla che io non ce l'ho. "Se ti fermi a pensare se sei felice, vuol dire che non lo sei più" Tag:
pensieri
martedì, 01 febbraio 11 14:34
Come si fa ad amare quando non si ama più
"Mamma, come si fa ad amare quando non si ama più?" La mamma continua a tenere lo sguardo al cielo, adesso è straiata accanto a me che fissa la Nana Bianca Gigante Rossa detta Silvia. "Leo, amare è un verbo, non un sostantivo. Non è una cosa stabilita una volta per tutte, ma si evolve, cresce, sale, scende, si inabissa, come i fiumi nascosti nel cuore della terra, che però non interrompono mai la loro corsa verso il mare. A volte lasciano la terra secca, ma sotto, nelle cavità oscure, scorrono, poi a volte risalgono e sgorgano, fecondando tutto". "E allora che devo fare?" "Amare lo stesso. Puoi sempre farlo, amare è un'azione" "Anche quando si tratta di amare chi ti ha ferito?" "Ma questo è normale... Sono due le persone che ci feriscono, Leo, quelli che ci odiano e quelli che ci amano...." "Non capisco. Perchè chi ci ama dovrebbe ferirci?" "Perchè quando c'è di mezzo l'amore le persone a volte si comportano in modo stupido. Magari sbagliano strada, ma comunque ci stanno provando... Ti devi preoccupare quando chi ti ama non ti ferisce più, perchè vuol dire che ha smesso di provarci o che tu hai smesso di tenerci" (D'Avenia Alessandro - Bianca come il latte, rossa come il sangue) martedì, 25 gennaio 11 00:29
martedì, 18 gennaio 11 22:19
Bansky Banksy è uno dei maggiori esponenti della street art. Si sa di lui che è cresciuto a Bristol ma la sua vera identità è tenuta nascosta. Le sue opere sono spesso a sfondo satirico e riguardano argomenti come la politica, la cultura e l'etica. I suoi stencil hanno cominciato ad apparire proprio a Bristol, poi a Londra, in particolare nelle zone a nordest, e a seguire nelle maggiori capitali europee, notevolmente non solo sui muri delle strade, ma anche nei posti più impensati come le gabbie dello zoo di Barcellona. Nonostante la recente fama mondiale, e le notevoli quotazioni delle sue opere, Banksy continua a rimanere fuori dallo starsystem e a preferire la sua arte in mezzo alla gente comune. (wikipedia)
martedì, 11 gennaio 11 22:56
Cuba
Un sogno che ho da molto tempo si avvererà tra il 14 e il 24 di marzo. Finalmente potrò assaporare i sapori della cucina, ascoltare le urla dei bambini, godere della vista dei più sgargianti colori, scoprire lo sguardo sincero di una anziana signora, toccare la fine sabbia bianca e ballare al ritmo della salsa cubana...perchè l'Isla Grande ci attende! mercoledì, 08 dicembre 10 13:08
Decisioni
Avrei potuto aspettare fino al completamento dei posti disponibili per quel viaggio in India che ormai da un mese mi fa penare, andare non andare, andare non andare, spendere soldi e ferie per un bellissimo viaggio, senza dubbio, ma pur sempre uno dei tantissimi altri che vorrò fare nella mia vita. E invece, dopo tanti piccoli segni che in questi giorni sembravano portarmi lì, segni che per persone più credenti nel destino di me avrebbero voluto significare qualcosa, ho deciso di abbandonarmi alla sensazione che no, non è il momento. In realtà questo momento potrebbe non arrivare mai, gli impegni, i contrattempi, le spese improvvise potrebbero essere tanti da non potermi permettere più un viaggio del genere, ma sento che, in quel caso, la mia vita sarebbe tanto miserabile che non ricorderei neanche più nel mio passato il momento in cui ho detto di no a questa avventura. Perchè io voglio viaggiare, nella mia ancora lunga vita, voglio partire appena ne avrò l'occasione, e se si rivelerà solo una volta l'anno, non importa, basta che ne abbia o ne ricerchi l'occasione. E' inutile tentare di negare che uno dei motivi principali, in quel preciso momento in cui ho preso la decisione, non ha a che fare con il viaggio, ma con quel messaggio, quindi alla fine questa scelta, questa dolorosa ma liberatoria scelta, sono due scelte. Allontanarmi da quel viaggio è stato anche allontanarmi da lui. E allora il senso di liberazione diventa ancora più forte...
La frase: Le decisioni sono soltanto l'inizio di qualcosa. Quando si prende una decisione, in realtà si comincia a scivolare in una forte corrente che ti porta verso un luogo mai neppure sognato al momento di decidere. Paulo Coelho giovedì, 02 dicembre 10 00:35
Addio Mario
Caro Mario, spero di non disturbarti ti chiamo come ci chiedevi di fare ogni tanto, per raccontarti le cose del giorno che succede nel mondo. Ti salutano i ragazzi di Napoli, dicono «Ciao Mario, la facciamo ‘sta rivoluzione». Promettono, te l’hanno scritto. Ti hanno sentito dire che “il riscatto è doloroso, l’Italia affronti il dolore sennò vada in malora”. Ti conoscono, sanno che dici così perché ci tieni che non ci vada, in malora. Difatti si danno da fare. I ragazzi di Roma hanno occupato i binari della Stazione Termini, ci sono saltati sopra gridando “Branca branca branca, leon leon leon”. Ridevano tutti: erano giovani, più o meno come te, arrabbiati e felici. Ieri hanno deciso di fermare il traffico. Nelle strade, nelle autostrade, nelle stazioni. Dappertutto, in tutta Italia. Sono scesi (non tutti, qualcuno) dalla torre di Pisa, dalla cupola del Brunelleschi, dal Colosseo e si sono messi a passeggiare sulle tangenziali, hanno bloccato le stazioni ferroviarie, il Canal Grande, gli incroci del centro. A Catania, a Trieste, a Lecce, a Genova, a Palermo e a Padova. Qualcuno anche a Parigi e a Ginevra. E lo sai cos’è successo a Roma, al Muro Torto? Ti devi immaginare la scena. Pioveva, hai presente il Muro Torto a Roma quando piove? Macchine in colonna a passo d’uomo. Bene, sono arrivati loro e l’hanno bloccato del tutto. Allora qualche automobilista ha aperto il finestrino e ha cominciato ad applaudire. Qualcun altro è sceso, sotto la pioggia, ed è andato ad abbracciarli. Ci puoi credere? Sì, una scena da film. Poi B. ha detto che sono studenti fuori corso, che quelli seri sono a casa a studiare. È molto nervoso, in effetti. Sembra che non si renda più conto di quel che succede, non è da lui. Sbaglia le battute. Del resto gli sta franando tutto attorno. Ieri è andato sotto di nuovo un paio di volte, in aula, prima che i suoi serrassero i ranghi per far passare la cosiddetta riforma. A Pompei è venuta giù un’altra Domus, quella del Moralista. Abbiamo calcolato che a questo ritmo se crolla una Casa al mese fra tre anni non ci resta nulla. D’altronde sono sassi vecchi, no? Duemila anni, è ora di farci una new town. A Roma, in centro, non era un bello spettacolo. Hanno blindato tutto intorno a Montecitorio con le camionette per non far passare gli studenti. Camionette come barricate, vuote. Una cosa un po’ cilena. C’è stato qualche momento di tensione grande. D’altra parte barricare il cuore della città per impedire che i giovani ci entrino a dire cosa pensano è un po’ come pensare di blindare i balconi degli ospedali con delle inferriate altissime per impedire che i pazienti si buttino. Uno potrebbe ascoltarli, visto che la vita è la loro. Potrebbe chiedere a chi è malato: cosa vuoi fare della tua vita e della tua morte? Eccoci, siamo qui per aiutarti. Invece ti fanno prigioniero, e allora ti tocca fare la rivoluzione. I ragazzi hanno capito: si sono inchinati e si sono tolti il cappello. Hanno detto che la fanno anche loro, insieme a te, la rivoluzione e pazienza per le barricate. Le scavalcheranno, speriamo non si faccia male nessuno. Perché lo sanno che è bruttissimo farsi male, che tocca farlo solo quando non c’è scelta e comunque sempre per qualcuno, per qualcosa, mai solo per sé. Ti salutano tanto, ti abbracciano forte. mercoledì, 24 novembre 10 21:31
Ich bin ein Berliner Domani parto per Berlino, una piccola vacanza che , a guardar bene, sembrava non voler partire...prenotata con una compagnia che poi si è tirata indietro, ha guadagnato un'amica con cui non mi sarei mai aspettata un viaggio così a breve...tormente di neve stanno forse in questo momento coprendo una capitale che ci accoglierà con una temperatura massima attesa di 0° e un parlamento tedesco chiuso con la sua splendida cupola opera di Foster per sospetti di ipotetici futuri attacchi terroristici. Ma io son sempre stata dell'idea che le cose migliori vengono fuori nei momenti inattesi, nelle situazioni più impervie. Ecco perchè mi aspetto uno splendido weekend in una magica città con una piacevolissima compagnia...quando si tratta di viaggiare, niente mi ferma! A presto con (come sempre) tante foto! martedì, 09 novembre 10 23:14
martedì, 09 novembre 10 23:13
io non mi sento ItalianaMi scusi Presidente Io non mi sento italiano Mi scusi Presidente Io non mi sento italiano Questo bel Paese Mi scusi Presidente Io non mi sento italiano Mi scusi Presidente Io non mi sento italiano Questo bel Paese Mi scusi Presidente Io non mi sento italiano Io non mi sento italiano Giorgio Gaber
lunedì, 01 novembre 10 13:38
Fabrizio, Cristiano e Luvi Il concerto più bello, secondo me, che abbia fatto Fabrizio De André è stato nel 1998 e fu interrotto a metà quando scoprì di essere malato. Di lì a pochi mesi l'11 gennaio 1999, sarebbe morto. E' uno di quei concerti che, avendo a quell'epoca 18 anni, avrei potuto benissimo vedere, ma si sa, parafrasando un altro grande della musica italiana "a vent'anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell' età" ed io ascoltavo tutt'altra musica. Nel tour del 1998 la scenografia era fatta con le carte dei tarocchi, su youtube potete trovare decine di canzoni tratte da quel concerto che girò i più grandi teatri d'Italia, ma secondo me l'elemento più bello sono i musicisti che lo accompagnano (tantissimi) e le interpretazioni delle sue più belle canzoni che sono riusciti, con Faber, ha inventarsi. Ma forse l'elemento più bello è vedere Luvi e Cristiano, i suoi figli, che duettano con lui, suonando e cantando, a meno di un anno dalla sua morte, un'ottima possibilità di salutarlo, penso io. mercoledì, 27 ottobre 10 00:04
Maledetti toscani
O italiani che usate abbracciarvi l'un l’altro, e prendere tutto in facile, e veder tutto roseo, e tutto quel che fate lo gabellate per eroico, e vi credete virtuosi, e avete la bocca piena di libertà mal masticata, e pensate tutti a un modo, sempre, e non v'accorgete di esser pecore tosate. O italiani che non amate la verità, e ne avete paura. Che implorate giustizia, e non sognate se non privilegi, non invidiate se non abusi e prepotenze, e una cosa sola desiderate: esser padroni, poiché non sapete essere uomini liberi e giusti, ma o servi o padroni. O poveri italiani che siete schiavi non soltanto di chi vi comanda, ma di chi vi serve, e di voi stessi; che non perdete occasione alcuna di atteggiarvi a eroi e a martiri della libertà, e piegate docilmente il collo alla boria, alla prepotenza, alla vigliaccheria dei vostri mille padroni:imparate dunque dai toscani a ridere in faccia a tutti coloro che vi offendono e vi opprimono, a umiliarli con l'arguzia, il garbato disprezzo, la sfacciataggine allegra e aperta. Imparate dai toscani a farvi rispettare senza timor della legge, né degli sbirri, che in Italia tengono luogo della legge, e della legge son più forti. Imparate dai toscani a sputare in bocca ai potenti, ai Re, agli Imperatori, ai Vescovi, agli Inquisitori, ai Giudici, alle Signorie, ai cortigiani d'ogni specie, come si è sempre fatto in Toscana, e si fa tuttora. Imparate dai toscani che un uomo in bocca a un altro non si è mai visto , che un uomo vale un altro, e anche meno . Imparate dai toscani che non cé nulla di sacro a questo mondo, fuorché l'umano, e che l'anima di un uomo è uguale a quella di un altro: e che basta sapersela tenere pulita, all'asciutto, che non pigli polvere ne' umido, come sanno i toscani, che dell'anima propria son gelosissimi, e guai a chi gliela volesse sporcare, o umiliare, o ungere, o benedire, o impegnare, affittare, comprare; e che vi sono anime femmine e anime maschie, e che le anime dei toscani son maschie, come si vede da quelle che escon di bocca ai morti nel Camposanto di Pisa: il solo camposanto che sia al mondo, tutti gli altri son cimiteri. Imparate dai toscani a non temer l'odio della gente, né l'invidia, il livore, la superbia, a non temer nemmeno l'amore. Imparate a rispondere alla malvagità coi calci bassi, al sospetto con i morsi alla gola, ai baci sulla guancia con le dita negli occhi. |